“Da dieci giorni a casa per non incontrare Coronavirus: quanto mi manca mia moglie Pina, qui con i fiori che lei coltivava”

Il racconto commovente di Marcello Marchi

Da dieci giorni, come ci chiedono gli esperti e ci impongono le
regole, sto a casa per non incontrare ” Coronavirus “. C’è tanto fare
anche a casa, non solo a cucinare e a farsi la barba. Si legge, si
telefona, si scrive.
Come faccio io in questo momento, anche per inviare un ” pezzo “, cioè
un articolo agli amici di Castedduonline, che lo pubblicano per
condividere con i nostri lettori problemi e passioni. Come quelle, per
esempio, del giardinaggio sui propri balconi, come faccio io da
sempre, non solo in tempo di ” coronavirus”. Quella che vedete è una
bella ” Clivia “, già in fiore, come altri due esemplari che ho in un
altro balcone.

La curava mia moglie Pina, che non c’è più da oltre
dieci anni, che trascorreva le giornate a casa accudendo alla famiglia
e a me che avevo allora tanti impegni di carattere politico,
amministrativo e culturale. Ora sono solo, continuo nei miei impegni e
curo con ” cura ” i fiori di Pina sui balconi del nostro appartamento
nel centro di Cagliari. Con le Clivie, ci sono due alte ” Dracene”,
due ” Hibiscus” compositi, la ” Sansevieria”, la ” “Crassula”, per
citarne alcune e tante erbe aromatiche : il rosmarino, la salvia, il
timo, la mentuccia, il peperoncino, l’equiseto o coda cavallina, erbe
che uso regolarmente per fare i miei sughi e i miei brodini. Così
trascorro i giorni, tra il computer, un articolo da scrivere o da
leggere, una telefonata che va o che viene e distraendomi
affacciandomi nei due balconi ed a …. curare con amore le piante, i
fiori, le erbe aromatiche che la natura ci offre anche per lenire le
nostre preoccupazioni.
Marcello Roberto Marchi


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