Coronavirus, “a Cagliari meno bus Ctm ma troppi passeggeri a bordo: dov’è la sicurezza?” 

Il duro sos dei sindacati dopo la sforbiciata alle corse per l’emergenza Covid-19: “Gli autisti non sanno cosa fare, troppa gente ancora in giro nonostante la situazione di emergenza”. Ecco quali sono le linee “più affollate”. GUARDATE il VIDEO 

Il Ctm, in seguito all’ordinanza della Regione, taglia del cinquanta per cento le corse degli autobus per cercare di arginare qualunque possibilità di contagio da Coronavirus, ma il numero minore dei mezzi in circolazione unito ai troppi cagliaritani e residenti dell’hinterland che, nonostante il messaggio “state a casa” continuano a girare per la città starebbe portando a una situazione di “pericolo”. Almeno, questo è quanto denunciano i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Ugl Trasporti, Cisal Faisa e Css in una lettera inviata a prefetto, carabinieri, Regione, Ctm, sindaco di Cagliari e sindaco di Quartu. “Le linee 30R, 31R, 1, 3, 6, 9, M, 19, QS per fare un esempio, sono quelle che più stanno soffrendo di questo problema che richiede un immediato provvedimento di messa in sicurezza. Il personale di guida poi è lasciato alla libera interpretazione del carico dovendo decidere quando e se ‘tirare dritto’ alle fermate a causa di quello che risulta essere un ‘troppo pieno’ dal punto di vista del contagio, ma non certo dal punto di vista della carta di circolazione, dovendo quindi prendere delle decisioni difficili e di interpretazione del tutto personale. Mancano dunque regole chiare, sul numero massimo di persone a bordo, da fornire al personale, per la loro sicurezza e quella degli stessi utenti”.
Ancora: “Mancano i controlli delle persone in ‘fuga’ dal proprio domicilio, controlli che oggi vediamo solo sul flusso automobilistico privato. Mancano mezzi in strada, il servizio ridotto del 50 % è eccessivo per la mole di trasporto urbano e sub urbano gestito da Ctm. Siamo molto preoccupati”, sostengono i sindacati, “di questa situazione, anche alla luce del fatto che una gran parte dei contagiati di questi giorni è personale medico impegnato in prima fila. Questo sta a significare che i lavoratori a contatto con persone potenzialmente infette poco possono fare per evitare il contagio e che quindi l’unica arma di difesa resta ed è l’isolamento. Nel nostro caso è legittimo quindi pensare che più persone vengono trasportate all’interno di una vettura più è alto il rischio di propagazione del virus. La riduzione del 50% del servizio se non è supportata da una azione di controllo capillare delle persone che utilizzano il servizio pubblico per le nostre città potrà portare solo alla fermata totale del trasporto stesso con effetti devastanti su aziende e personale e sopra tutto ad una forte impennata dei casi di positività al Covid-19 di utenti e lavoratori”. Intanto, sui social e sulle chat WhatsApp circola un video, girato in piazza Matteotti, presumibilmente girato da un autista: “C’è ancora troppa gente in giro. Vi chiedo solo una cortesia, solo una, ma non ve lo voglio dire a voce, voglio farvelo leggere”, dice, mostrando un cartello appeso dentro un bus del Ctm con tre parole: “Resta a casa”


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