Dopo la grande mobilitazione di Coldiretti Sardegna che questa mattina ha portato a Cagliari oltre 3 mila tra agricoltori, allevatori e pescatori sono arrivate già le prime risposte da parte della politica che ha confermato a Coldiretti alcuni importanti impegni su punti importanti del documento che agricoltori allevatori e pescatori hanno portato nella grande manifestazione di oggi a Cagliari.
I RISULTATI. Dagli impegni sui pagamenti per le calamità naturali per arrivare a dare risposte a tutte le aziende colpite, ai passi avanti sulla dermatite bovina, per quanto riguarda i pagamenti alle aziende, passando per la questione dei trasporti delle merci, in particolare in questo periodo di rincari. Ma anche impegni precisi sulle grandi riforme del sistema idrico e delle agenzie regionali per puntare a un taglio della burocrazia. Intanto, a giorni, i vertici del Consiglio Regionale confermano che sarà portata e approvata in aula una mozione sul codice doganale e l’ultima trasformazione sostanziale delle merci, per cercare di tutelare anche in Sardegna gli agricoltori sulle importazioni di prodotti stranieri che prendono la cittadinanza isolana. Questi importanti risultati sono arrivati al termine della lunga giornata che ha portato migliaia di aziende del settore primario provenienti da tutta la Sardegna che chiedevano risposte su alcune delle principali emergenze che stanno continuando a colpire il settore.
MOBILITAZIONE. Una mobilitazione che ha attraversato le vie del centro del capoluogo con bandiere e cartelli per rilanciare le grandi questioni che riguardano il futuro dell’agricoltura isolana: “Quella di oggi non è stata una protesta contro qualcuno ma per stimolare la politica isolana sulle importanti decisioni da prendere per tutelare un comparto fondamentale per l’economia e la società sarda – dicono il presidente e direttore di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e Luca Saba – ma una mobilitazione concreta per riportare al centro dell’agenda politica il valore strategico dell’agricoltura. Gli imprenditori agricoli non chiedono assistenzialismo ma condizioni per lavorare: una pubblica amministrazione efficiente, tempi certi nelle risposte e politiche che difendano davvero il reddito delle imprese”.
Per Coldiretti Sardegna, “difendere l’origine dei prodotti significa difendere il reddito degli agricoltori ma anche garantire trasparenza e correttezza nei confronti dei consumatori – sottolineano Saba e Cualbu – oggi le imprese agricole europee lavorano con standard ambientali, sanitari e di benessere animale tra i più rigorosi al mondo. Non è accettabile che sui nostri mercati arrivino prodotti provenienti da Paesi dove queste regole non esistono o sono molto più deboli. Per questo chiediamo che il principio di reciprocità venga applicato davvero negli scambi commerciali: chi vuole vendere in Europa deve rispettare le stesse regole che vengono richieste alle nostre imprese”. Accanto a questo – concludono Saba e Cualbu – è necessario “intervenire sulle distorsioni che oggi consentono a materie prime estere di essere trasformate e commercializzate come italiane o associate all’immagine dei nostri territori. La revisione del codice doganale europeo e il rafforzamento dei controlli sull’origine sono passaggi fondamentali per tutelare il valore delle produzioni sarde e difendere il lavoro delle nostre aziende”.
Tra le priorità indicate da Coldiretti figurano anche lo sblocco immediato delle risorse e delle pratiche amministrative, la realizzazione di una vera continuità territoriale per il trasporto delle merci, un piano strutturale per la gestione dell’acqua e l’efficientamento delle reti idriche, interventi per la gestione della fauna selvatica che sta provocando danni sempre più gravi alle aziende, e misure per sostenere il comparto bovino colpito dall’emergenza dermatite e dalla perdita di reddito legata agli abbattimenti. Al centro della piattaforma anche la difesa delle produzioni sarde sui mercati, con la richiesta di rivedere il codice doganale europeo per impedire che materie prime estere possano essere commercializzate come italiane o associate all’immagine della Sardegna dopo una semplice trasformazione finale. Tra gli altri temi rilanciati nella mobilitazione anche il sostegno al settore della pesca e alle marinerie sarde, sempre più in difficoltà tra aumento dei costi, limiti normativi e concorrenza internazionale, e le misure per contrastare le speculazioni sui prezzi del gasolio agricolo e dei costi energetici legate alle tensioni geopolitiche e ai conflitti internazionali, che stanno incidendo pesantemente sui bilanci delle aziende.
Coldiretti continuerà a vigilare affinchè le promesse e gli impegni si tramutino in altri atti concreti, perchè rafforzare il settore primario significa rafforzare l’intero sistema economico e sociale della Sardegna, l’agricoltura non è un comparto marginale ma una delle infrastrutture economiche e sociali più importanti dell’isola: crea lavoro, mantiene vivo il territorio, produce qualità e garantisce sicurezza alimentare.









