Un fazzoletto dipinto a mano, custodito per oltre ottant’anni in Australia, potrebbe presto tornare in Sardegna. È la storia raccontata da ‘Chi l’ha visto?’, la trasmissione di Rai 3 che ha lanciato un appello per rintracciare i familiari di Mario Scanu, militare del Regio Esercito nato a Fluminimaggiore il 26 giugno 1917. A chiedere aiuto è Emma Hayes, dall’Australia. Il fazzoletto appartenne alla sua prozia, un’infermiera australiana che durante la Seconda guerra mondiale salvó la vita al giovane soldato sardo quando era prigioniero. Oggi Emma desidera restituire quel prezioso ricordo ai discendenti di Mario Scanu.
La vicenda affonda le sue radici nella campagna di Libia. Mario Scanu, militare del Regio Esercito italiano, partecipò al conflitto in Nord Africa e nel gennaio del 1941 venne catturato dagli Alleati. Aveva soltanto 24 anni quando fu trasferito in un campo di prigionia in Australia. Oroprio durante la prigionia conobbe l’infermiera australiana che lo assistette in un momento particolarmente difficile. Come segno di riconoscenza, Mario le donò un fazzoletto dipinto a mano, un oggetto che da allora è rimasto custodito dalla famiglia della donna come un ricordo prezioso di quella straordinaria vicenda umana.
Terminata la guerra, Mario Scanu riuscì a rientrare in Italia soltanto nel 1947, dopo sei anni trascorsi lontano da casa. A distanza di ottant’anni, quel fazzoletto è diventato il simbolo di una storia di guerra, umanità e gratitudine. Per questo Emma Hayes ha deciso di lanciare un appello attraverso la trasmissione di Rai 3: ritrovare i parenti del militare sardo affinché il dono possa finalmente tornare alla sua famiglia.
Chiunque riconosca la storia di Mario Scanu, nato a Fluminimaggiore il 26 giugno 1917, o possa fornire informazioni sui suoi discendenti, può rivolgersi alla redazione di ‘Chi l’ha visto?’, contribuendo a far sì che questo piccolo ma prezioso frammento di memoria ritrovi la strada di casa.
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