Un’estate segnata da furti in abitazione, colpi mirati e bottini ingenti.
La Polizia ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un cinquantenne cagliaritano, ritenuto presunto responsabile di un furto in abitazione pluriaggravato, commesso in concorso con un complice ancora ignoto.
L’uomo è accusato di aver messo a segno, il 21 luglio 2025, un colpo da circa 300 mila euro all’interno dell’abitazione di una vittima cagliaritana, da cui sarebbero stati sottratti numerosi oggetti di valore, tra opere d’arte e beni di pregio.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cagliari e condotte dagli investigatori della quarta sezione della Squadra Mobile, sono partite immediatamente dopo il furto. L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e le testimonianze raccolte hanno permesso di concentrare l’attenzione su un soggetto già noto per reati contro il patrimonio e ritenuto “specializzato” nei furti in abitazione.
Un elemento chiave è stato il ritrovamento, durante il sopralluogo della Polizia Scientifica, di un cappellino lasciato all’interno della casa svaligiata. Proprio da quell’indumento gli specialisti sono riusciti a isolare un profilo genetico che ha dato una svolta decisiva alle indagini: il DNA è risultato pienamente compatibile con quello dell’indagato.
Non si tratta di un episodio isolato. Lo scorso 6 agosto lo stesso uomo era stato denunciato dagli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile per ricettazione dopo essere stato sorpreso in auto con oggetti provenienti da un altro furto in abitazione, insieme ad arnesi da scasso ritenuti compatibili con i colpi messi a segno durante l’estate. Una serie di episodi che aveva alimentato allarme e preoccupazione tra i cittadini.
Davanti al GIP, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato spontaneamente sei quadri sottratti nell’abitazione colpita a luglio, recuperando così parte del bottino.
Nella giornata di ieri è stata eseguita la misura degli arresti domiciliari.
L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per individuare il complice che avrebbe agito insieme a lui.













