Triplice assoluzione per l’avvocato Daniele Condemi. Le accuse mosse nei suoi confronti si sono rivelate totalmente infondate su ogni piano: civile, penale e disciplinare. A certificarlo sono tre distinti provvedimenti, ormai definitivi, che scagionano completamente il professionista e restituiscono un quadro di piena correttezza della sua condotta.
Il punto fermo arriva dal Tribunale civile di Cagliari che, con la sentenza n. 1780/2025, pubblicata l’11 novembre 2025, ha rigettato integralmente la domanda risarcitoria proposta dalla signora Lia Piras di Sinnai che l’aveva accusato, dichiarandone la manifesta infondatezza. La decisione è passata in giudicato, acquisendo efficacia definitiva e rendendo incontrovertibile l’accertamento dell’assenza di qualsiasi responsabilità in capo all’avvocato Condemi.
Sul fronte penale, la Procura della Repubblica ha disposto l’archiviazione della querela per truffa, riconoscendo l’assoluta inconsistenza delle accuse e l’estraneità del legale ai fatti contestati. Anche sotto il profilo disciplinare, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha chiuso il procedimento avviato nei suoi confronti, archiviandolo e attestando la piena conformità della condotta professionale ai doveri deontologici.
Una triplice assoluzione, dunque, che non lascia spazio a interpretazioni: nessun illecito civile, penale o disciplinare è mai stato commesso. Le accuse, come accertato dalle autorità competenti, erano del tutto prive di fondamento e il danno reputazionale subito dal professionista risulta, alla luce di questi esiti, ingiustificato.
Resta, tuttavia, il capitolo della diffusione mediatica della vicenda. Secondo quanto evidenziato, pur in assenza dell’indicazione del nome, l’avvocato era facilmente identificabile: il riferimento a un legale di Quartu Sant’Elena, l’età, lo studio a Cagliari, il richiamo a una specifica procedura esecutiva e il collegamento con la controparte. Un insieme di dettagli che, nel contesto locale e forense, avrebbe reso riconoscibile senza equivoci il soggetto coinvolto.
Le conseguenze, secondo quanto riferisce il legale Renato Lai documentato, sono state pesanti. La pubblicazione ha innescato un rapido passaparola nell’ambiente professionale e cittadino, con ricadute dirette sulla reputazione del legale. Numerosi clienti avrebbero revocato i mandati, mentre potenziali nuovi incarichi sarebbero sfumati, producendo effetti economici rilevanti sull’attività professionale.
Alla dimensione lavorativa si sono aggiunte ripercussioni personali: problemi di salute legati allo stress, disturbi dell’umore e stati d’ansia che hanno richiesto cure specialistiche, oltre a un profondo turbamento della vita familiare e sociale. L’accusa di truffa, poi rivelatasi infondata, ha inciso in modo significativo anche sull’immagine professionale nel foro, lasciando strascichi difficili da cancellare.
Oggi, con la definizione definitiva di tutti i procedimenti, il quadro giudiziario è chiaro: l’avvocato Daniele Condemi è stato pienamente assolto su ogni fronte.









