I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari hanno concluso l’indagine “Numisma” contro il traffico illecito di monete antiche, portando all’applicazione di misure cautelari reali nei confronti di cinque persone accusate di ricettazione ed esportazione illecita. L’operazione ha interessato Sassari e Bologna, dove sono stati sequestrati conti correnti e altri rapporti finanziari fino a coprire circa 250mila euro di profitti illeciti.
L’inchiesta, avviata nel 2022, è partita dall’individuazione di 36 monete d’oro sardo-bizantine in un’asta estera, alcune delle quali già catalogate da un numismatico sassarese, segnalando una probabile uscita clandestina dall’Italia. Tra il 2022 e il 2024 il gruppo, composto da collezionisti e esperti numismatici, ha venduto oltre 1.500 lotti di monete antiche di epoca punica, romana e bizantina, per un giro d’affari stimato in circa mezzo milione di euro.
L’indagine ha consentito il recupero e la restituzione allo Stato di circa 4.000 monete antiche, inclusi alcuni pezzi in oro, e di un raro reperto scultoreo in marmo di età romana. I beni erano finiti in collezioni pubbliche e private ignare dell’illecito.
L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra magistratura italiana ed estera, Arma dei Carabinieri, polizie estere e organismi internazionali, supportata dall’uso di banche dati specializzate sui beni culturali illecitamente sottratti. I carabinieri sottolineano il ruolo chiave dell’azione contro l’esportazione clandestina di beni archeologici e il depauperamento del patrimonio culturale nazionale.












