Sos Oss negli ospedali dell’Asl di Cagliari. Decine, con solo il contratto a tempo determinato, stanno per terminare i trentasei mesi e, all’orizzonte, non c’è la certezza del rinnovo. Il che significa una spa cosa: lavoratori a casa e meno personale tra le corsie, dove negli ultimi giorni regnano rabbia e preoccupazione. A lanciare l’allarme è Paolo Cugliara della Fials: “Va segnalata la grave situazione inerente la dotazione del personale Oss all’interno delle strutture sanitarie sarde ed il malcontento di tantissimi operatori che hanno garantito in questi difficili anni tutte le attività di supporto all’assistenza, necessarie ai pazienti e alle strutture, ponendo a rischio, in alcuni frangenti, anche la loro stessa vita”, afferma Cugliara.
“Molti Oss a tempo determinato e a tutt’oggi non stabilizzati stanno raggiungendo il periodo massimo di contratto a tempo determinato previsto di 36 mesi, superato il quale si vedrebbero negare la possibilità di poter essere stabilizzati. Chiediamo se tutto ciò può essere sottaciuto, lasciando che avvenga l’ennesima ingiustizia a danno non solo dei lavoratori direttamente coinvolti, ma anche dei pazienti e delle strutture che non riuscirebbero a garantire le normali attività, tanto meno i picchi di flussi generati dal periodo particolare. Se a ciò aggiungiamo che e ormai acclarato l’indispensabilità di tenere in ospedale i pazienti solo per il tempo strettamente necessario a gestire le acuzie”, osserva il sindacalista, “si intuisce come l’elevato turnover richieda un aggravio di lavoro a carico del personale dedicato anche alle attività domestico alberghiere. Per tali motivi chiediamo alla Regione Sardegna che siano attivate tutte le azioni che possano derogare il suddetto limite temporale al fine di consentire il prolungamento dei contratti in attesa della stabilizzazione di tutti gli operatori presenti in graduatoria, come già avvenuto in diverse Asl della Sardegna”.









