Cagliari, “mia figlia prigioniera in casa: attende l’esito del tampone da 10 giorni”

Le febbre sino a 38, poi il tampone dopo tante telefonate. E l’attesa snervante: “Mia figlia ha 14 anni, senza l’esito del test non può uscire di casa: l’Ats dice che il referto non c’è ancora, siamo abbandonati e isolati”

La febbre arriva l’11 settembre, e dura cinque giorni. Nel frattempo, le telefonate all’Ats e alla Regione quasi si sprecano, e nel mezzo c’è anche la segnalazione fatta da una pediatra. E, soprattutto, l’esito di un tampone che, a distanza di dieci giorni, non c’è ancora. Protagonista, suo malgrado, della vicenda, è una ragazzina di 14 anni che vive a Cagliari. Sono quattro, in famiglia: lei, suo fratellino, mamma e papà. Un nucleo familiare che attende, da quasi due settimane, di sapere se il virus è arrivato anche nelle loro vite oppure no. Meglio, in quella della ragazzina: “Io e mio marito non abbiamo fatto il tampone, non potevamo fare poi l’isolamento e non andare al lavoro”, spiega C.P., casalinga 49enne, madre della piccola. “Mia figlia è stata male due venerdì fa, la febbre è durata cinque giorni e ha toccato quota 38. Il tampone, a lei e al fratellino, gliel’hanno fatto il mercoledì successivo, dopo la segnalazione della pediatra”. Poi, l’attesa degli esiti, tra telefonate ed email. Una, in particolare, porta la data del 21 settembre scorso: “Una settimana dopo i test, ho chiesto di avere urgentemente gli esiti”. L’unica risposta concreta è arrivata due giorni più tardi, inviata dall’indirizzo email delle Malattie Infettive dell’Ats: “Con la presente le inoltro i referti che ha richiesto, dove purtroppo ci è pervenuto solo ed esclusivamente quello del piccolo. Appena perverranno anche quelli delle altre piccole, provvederemo ad inviarle il tutto. Ci scusiamo per la tardiva risposta. Cordiali saluti. Il Gruppo di Lavoro”. Una risposta che ha fatto strabuzzare gli occhi alla giovane madre: “Premesso che attendo solo un altro esito, mi è stato inviato quello di mio figlio, fortunatamente negativo. Ma è mai possibile che, a dieci giorni di distanza, mia figlia sia ancora costretta a essere prigioniera in casa?”.

 

Senza nessun esito, la prima settimana di scuola è andata a farsi benedire: “Doveva andare dal dentista, poi vedersi con i nonni: non può fare nulla di nulla”, rimarca G.P. “Al telefono mi è stato detto che, se passano 72 ore e non riceviamo nessun messaggio, bisogna dare per scontato che l’esito del tampone è negativo. Ma come è possibile, se dal 16 settembre a oggi non hanno ancora refertato quello di mia figlia?”. La fine della quarantena, comunque, calendario alla mano, è vicina: “Sì, ma poi per andare a scuola penso che sia obbligatorio un foglio che attesti la sua negatività al Coronavirus: quando sarà possibile averlo?”.


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