Cagliari, la guerra dei menù nel Corso Vittorio: pancia piena anche con 5 euro

Un hot dog “internazionale”, decine di panini a costi irrisori, piatti composti a meno di dieci euro. Nel tratto di strada senz’auto le offerte food non mancano, anzi: e in molti casi i proprietari dei locali hanno meno di 40 anni. GUARDATE il VIDEO

Seduti, passeggiando o appollaiati su sgabelli: così è possibile mangiare nel Corso Vittorio. Ma, più che “come”, vale il “quanto”. Quanto si spende: sì, perché per riempirsi la pancia a pranzo o – soprattutto – a cena, la ventina di locali presenti da subito dopo piazza Yenne fino a via Maddalena fanno a gara a chi propone il menù più basso. Il food continua a imperare in città, i cagliaritani abbandono pentole e fornelli e mangiano fuori casa. E ingurgitano di tutto, visto che la scelta non manca. Panini, insalatone, primi e secondi, varianti “vegan” e “bio”: ce n’è per tutti e per tutte le papille gustative.
Con due euro e mezzo è possibile mangiare un hot dog dai sapori “internazionali”, anche piccanti, o scegliere di gustare uno tra decine di panini, tutti diversi, pagando, una sera alla settimana, appena un euro tondo tondo. O, male che vada, spendendone quattro. Ancora, una selezione di formaggi sardi e stranieri parte da un minimo di 10-12 euro. Le insalate con tonno, uova o prosciutto “viaggiano” tra i 4 e i 6 euro, un piatto di pasta accompagnato da una porzione di patatine e una bottiglia d’acqua raramente supera gli 8-10 euro. E per un gelato il tetto massimo di spesa è di 2,50-tre euro. La rivoluzione del cibo “corre” nel Corso, insomma: e sono sempre più i locali gestiti da giovani, che in molti casi hanno deciso di scommettere sul loro futuro cimentandosi in cucina. Difficile, infatti, trovare un proprietario o un componente dello staff con un’età superiore a quarant’anni.


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