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Cagliari, la città del sole: perchè nessuno punta davvero sul turismo?

di ingrid
22 Giugno 2017
in il-diavolo-sulla-sella, rubriche

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di Nicola Vacca

Il turismo per Cagliari e la Sardegna è dote preziosa e nota dolente. È difficile parlare di turismo o leggere di un buon progetto a favore di questa potenzialmente redditizia attività nel capoluogo sardo. I dati mostrano che nonostante ci sia stato un calo nel 2013 rispetto al 2011 (con una leggera ripresa nel 2012) i turisti soggiornano nel capoluogo sardo una media di soli 2 giorni. Perché sino ad oggi nessuno ha mai fatto qualcosa di veramente significativo per trasformare Cagliari in una vera città turistica?

L’attuale amministrazione ha compiuto degli sforzi apprezzabili cercando di rinnovare il lungomare che ormai ha un aspetto desolante, sistemando le vie del centro in modo tale da dare un tocco di classe in più all’immagine di Cagliari, tutte opere che vanno bene. Ma non è ancora abbastanza per invitare e convincere i visitatori a venire nella nostra terra, devono esserci maggiori attrazioni. È chiaro che il comune e gli enti competenti dovrebbero valorizzare i musei e i monumenti sparsi per la città, e migliorare i trasporti pubblici verso ogni destinazione (comprese le città nuragiche presenti nella nostra terra). Ma per rendere Cagliari una meta ambita dai turisti bisogna avere un progetto serio, cosa difficile dato che già parte dei cittadini si oppone con forza alla vita notturna cagliaritana. Un esempio è dato dal comitato “Rumore no Grazie” il cui portavoce è il signor E. Marras. Tale associazione richiede al comune o a chi di competenza che tutti i locali alle 22 (!) spengano la musica in ottemperanza alla legge 447 e si lamenta del fatto che i locali possano disporre dei tavoli anche all’esterno. Sarebbe il colpo di grazia per quel che resta della vita notturna cagliaritana. Si potrebbe pensare ad una situazione di pacifica convivenza e fruttuosa collaborazione tra i residenti della marina e i proprietari dei locali, supportata dal comune o dalla regione. Un’idea sarebbe far isolare acusticamente i locali presenti nel cuore di Cagliari, il che richiede sicuramente delle spese ingenti a cui l’amministrazione locale potrebbe e dovrebbe prendere parte. In questo modo si potrebbe eliminare il problema della musica e delle voci provenienti dall’interno del locale. Stesso discorso vale per i residenti, che con il contributo delle autorità potrebbero installare dei vetri antirumore eliminando così il problema degli schiamazzi notturni. Con ciò non voglio giustificare eventuali situazioni di disordine pubblico; il comune dovrebbe provvedere a far controllare le strade da vigili o chi di competenza multando chi non rispetta la città e i suoi abitanti. In questo modo si tutelerebbe l’interesse di residenti, proprietari di locali e clienti. Si potrebbe obiettare che, lasciando il centro della vita notturna nel cuore di Cagliari, si avrebbe un sovraffollamento delle vie storiche, fenomeno in parte già visibile durante la stagione invernale. La questione si potrebbe affrontare valorizzando zone ormai deserte (Poetto, M.Urpinu) con attività all’altezza delle richieste di tutti. Oltretutto Cagliari è una città con una forte presenza di studenti (fuori sede e non), sarebbe già una mossa vincente favorire l’apertura di locali (nuovi o già presenti) e altre attrazioni per la nostra fascia di età, cosa che attualmente non accade. Altra operazione fondamentale sarebbe migliorare i collegamenti della città, sopratutto quelli notturni ora totalmente inesistenti. Permetterebbero a tutti di raggiungere il centro di Cagliari senza dover prendere la macchina motivando il cliente a vivere serenamente una serata con gli amici, con vantaggi anche dal punto di vista ambientale e della viabilità.

Una volta creato un sistema di base, avremmo la forza e l’autorità per poter stringere accordi con le compagnie aeree e navali affinché il turista sia tutelato sulle spese di viaggio, ora spropositate. Cambiando queste piccole cose, Cagliari potrebbe veramente diventare una delle mete più interessanti d’Italia. È invece sterile continuare nel modo attuale la feroce lotta agli schiamazzi notturni senza cercare alcun accordo; senza curarsi di attrazioni e opere monumentali (ora in balia dei vandali),né delle bellezze naturali della nostra città e della nostra terra, facendo trovare ai turisti una città quasi indifferente al loro arrivo (centro informazioni e negozi chiusi).

So bene che esprimere un parere su questi argomenti può sembrare una presa di posizione politica: non lo è. Non attacco né chi ci fu, né chi c’è e né chi sarà. Non è mia intenzione fare politica; l’unica mia intenzione è evidenziare i limiti della nostra città sperando che partendo da un sano e pacato confronto si possa arrivare a dei risultati utili a tutti. Camminiamo insieme verso una direzione comune, scegliamola di comune accordo e collaboriamo tutti per il bene della nostra comunità: la Città del Sole deve tornare a splendere. (foto gentilmente concessa da Matteo Tidili)

 

Tags: Cagliariturismo
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