Come un bollettino di guerra “ciò che accade a Stampace tutti i giorni senza soluzione di continuità”. Dopo l’ennesimo fatto di sangue avvenuto ieri pomeriggio, coltellate tra un gruppo di stranieri nel Corso, i cittadini alzano per l’ennesima volta la voce e scrivono al Prefetto: “Abbiamo paura. Chiediamo Pattuglie appiedate, telecamere. Chiediamo più controlli”.
Un clima di sofferenza quello che si respira nel cuore della città, da tempo i residenti lanciano l’allarme “perché non ci sentiamo sicuri nemmeno durante una passeggiata o quando rientriamo a casa. Il clima che si respira è pesante, sia tra noi che viviamo a Stampace che per gli avventori e gli imprenditori. Molti ristoratori apparecchiano i tavoli solo sul momento, quando arrivano i clienti e si siedono, per non lasciare i coltelli incustoditi”.
Portavoce del malumore del cittadini è il presidente del Comitato Adolfo Costa: “Non siamo più sicuri da tempo a casa nostra. Non possiamo più frequentare quelli che un tempo erano luoghi di aggregazione. Il quartiere di Stampace, l’intero centro, attraverso la fuga dei residenti, lentamente si desertifica. Sempre più appannaggio di sbandati, di accattoni che fanno i predoni.
A nulla sono servite le grida d’allarme che abbiamo lanciato dal nostro osservatorio. A nulla gli incontri con i nostri amministratori e gli organi a tutela dei cittadini. Siamo persi, stanchi, delusi e amareggiati dalla situazione di stallo che è una situazione pericolosa per anziani donne e bambini.
Una situazione che definire esplosiva è eufemistico”.
Chiedono “aiuto a gran voce” le 400 famiglie iscritte al Comitato, “non ci stiamo a fare la vittima sacrificale e attraverso una PEC chiamiamo in causa il nuovo Prefetto per un incontro urgente in prefettura”.
Le richieste inviate al Prefetto: “Da tempo chiediamo di essere ricevuti ( il presidente e il direttivo), per descrivere lo stato di allarme nel quale versa il quartiere di Stampace e il centro storico tutto. Gli ultimi violenti episodi sono il campanello d’allarme di una situazione che è fuori controllo e che solo la incessante attività delle forze dell’ordine riesce ad arginare.
I cittadini hanno paura, gli anziani e le donne e i bambini sono i soggetti più esposti”.