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Cagliari, il futuro di Buoncammino in una fase decisiva: “Riqualificazione da 65 milioni di euro, serve un confronto con i cittadini”

Mura di Alleanza Sardegna: "Uno dei patrimoni pubblici più importanti e strategici della città".

di Sara Panarelli
6 Settembre 2026
in cagliari, zapertura1

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Cagliari, il futuro di Buoncammino in una fase decisiva: “Riqualificazione da 65 milioni di euro, serve un confronto con i cittadini”

Il futuro dell’ex carcere di Buoncammino entra in una fase decisiva. L’intervento di riqualificazione previsto dall’Agenzia del Demanio vale circa 65 milioni di euro, interamente finanziati dallo Stato, mentre al termine dei lavori almeno il 50 per cento del complesso, quello non destinato a servizi statali, dovrebbe essere trasferito alla Regione Sardegna.
A richiamare l’attenzione sulla portata della decisione è Roberto Mura, di Alleanza Sardegna, secondo il quale una partita di questa importanza non può essere affrontata senza un coinvolgimento diretto della città.
«Una decisione di grande rilevanza per Cagliari, passata però quasi in sordina», sottolinea Mura, ricordando che si tratta di «uno dei patrimoni pubblici più importanti e strategici della città».
Il punto, secondo l’esponente di Alleanza Sardegna, è capire oggi quale sarà la destinazione definitiva dell’ex carcere. «Buoncammino non può passare da carcere chiuso a cittadella amministrativa chiusa», afferma.
Per Mura, il recupero del complesso non dovrebbe quindi limitarsi alla sistemazione di uffici pubblici. La posizione di Buoncammino, tra Università, Castello, Cittadella dei Musei, Anfiteatro, Orto dei Cappuccini e sistema dei parchi, rappresenta un’occasione per realizzare un grande polo pubblico capace di mettere insieme «memoria, cultura, formazione, servizi, funzioni universitarie e spazi realmente aperti ai cittadini».
Tra le ipotesi finora elaborate figurano auditorium, foresteria, ristorazione, cortili recuperati, una piazza pubblica e un percorso della memoria. Gli atti fanno inoltre riferimento a un «concept progettuale condiviso» e alla possibilità di utilizzare forme di partenariato pubblico-privato per alcune funzioni.
Ed è proprio su questo che Mura chiede chiarezza. «A maggior ragione, allora, bisogna sapere cosa si sta decidendo», sostiene, ponendo una serie di interrogativi sulla futura organizzazione degli spazi: «Quale scenario è stato scelto? Che cosa verrà realizzato nella parte destinata allo Stato? E soprattutto, che destinazione avrà quel 50% o più che dovrebbe passare alla Regione?».
Le domande riguardano anche l’effettiva apertura del complesso alla città e la presenza di funzioni culturali e sociali. «Quanto sarà realmente aperto ai cittadini? Verranno realizzati il Museo e il percorso della memoria carceraria? Quale spazio sarà destinato all’Università, alla cultura, alla formazione e alle attività sociali?», chiede Mura.
Un altro elemento dell’emendamento riguarda la Questura. Sono previsti 10 milioni di euro per ampliare di circa 2.000 metri quadrati la sede di via Amat e 700 mila euro all’anno per quindici anni alla Città Metropolitana, con l’obiettivo di mantenere la Questura nell’attuale sede e liberare ulteriormente Buoncammino dalle funzioni amministrative statali.
Per Mura si tratta di «scelte importanti. Troppo importanti per passare senza un vero dibattito pubblico in città».
Da qui la richiesta di rendere pubblici «il concept progettuale aggiornato, il cronoprogramma dell’intervento, la futura ripartizione degli spazi tra Stato e Regione e il modello di gestione previsto».
L’esponente di Alleanza Sardegna chiede inoltre che il confronto coinvolga il Consiglio comunale, l’Università, le associazioni, i professionisti e i cittadini, prima che le decisioni fondamentali siano definitivamente assunte.
Perché, conclude Mura, «il problema non è soltanto quando riaprirà Buoncammino». La vera questione è «quale Buoncammino vogliamo consegnare a Cagliari per i prossimi cinquant’anni».
Il passaggio approvato dal Consiglio regionale apre dunque una partita destinata a ridisegnare una parte significativa della città. Ora, secondo Alleanza Sardegna, quella scelta deve uscire dal silenzio e diventare una discussione pubblica sul futuro di uno dei luoghi più simbolici di Cagliari.

Tags: Cagliari
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