Il Capodanno organizzato dal Comune di Cagliari ancora al centro delle polemiche. Il consigliere Roberto Mura, esponente di Alleanza Sardegna, sui suoi social punta il dito contro la Giunta Zedda, accusata di aver investito meno risorse rispetto ad altri comuni sardi e di averle utilizzate in modo inefficace.
«Il Capodanno non è una semplice voce di spesa, ma uno strumento di sviluppo economico, promozione territoriale e attrattività turistica», afferma Mura. «Serve a far lavorare le attività locali, riempire le strutture ricettive e costruire un’immagine forte e riconoscibile della città. A Cagliari tutto questo non è avvenuto».
Secondo il consigliere, i dati che circolano confermano una gestione inadeguata. A fronte di risorse simili, altri comuni sardi hanno organizzato eventi capaci di richiamare pubblico e generare un indotto economico significativo. «Qui, invece, le risorse sono state spese peggio e i risultati sono sotto gli occhi di tutti», denuncia.
Mura contesta inoltre i numeri diffusi dalla maggioranza sulle presenze. «Si parla di 20.000 partecipanti, ma il dato non regge a una verifica seria», sostiene. L’evento principale si è svolto nel Largo Carlo Felice, un’area con una capienza massima stimata di circa 10.000 persone. «Le immagini mostrano chiaramente che lo spazio non era pieno. Quei numeri derivano da stime ottimistiche, non da dati reali», aggiunge, sottolineando il confronto con il Capodanno con Blanco, definito «impietoso».
«Non è una gara a chi spende di più – chiarisce il consigliere di Alleanza Sardegna – ma una questione di visione, programmazione e capacità di usare bene le risorse pubbliche». Proseguire su questa strada, avverte, significa accontentarsi e perdere occasioni strategiche per la città.
Da qui l’appello a un cambio di rotta. «È il momento di guardare a chi fa meglio, imparare dalle esperienze che funzionano e costruire un Capodanno davvero attrattivo per Cagliari», conclude Mura. «La città può fare molto di più: la vera domanda è se questa amministrazione abbia la volontà di provarci davvero».











