Cagliari, fragilissima allettata ricoverata d’urgenza dopo una visita domiciliare saltata: “Non possiamo accettare che la disorganizzazione della sanità pubblica trasformi la cura domiciliare programmata in un’emergenza ospedaliera”. Una istanza è stata inviata al Prefetto: “Abbiamo chiesto un’istruttoria immediata per accertare le responsabilità di questo disservizio e le ragioni della mancata attivazione del Percorso di Tutela”.
La denuncia dell’associazione Emera: “Un ennesimo gravissimo episodio di disfunzione del nostro sistema sanitario regionale. Una situazione in cui l’inerzia amministrativa e il mancato rispetto dei tempi d’attesa previsti dalla legge non si sono tradotti solo in burocrazia disattesa, ma nel peggioramento delle condizioni di salute di una persona vulnerabile e nel suo conseguente ricovero d’urgenza. Nelle scorse ore ho formalmente inoltrato un’istanza d’intervento urgente al Prefetto, all’Assessore Regionale alla Sanità e al Difensore Civico”.
I fatti: “Parliamo di una persona fragilissima, allettata, in assistenza domiciliare (ADI) e in ossigenoterapia continuativa. Una persona per la quale il medico curante aveva prescritto una visita specialistica domiciliare con classe di priorità B, che per legge deve essere erogata entro 72 ore.Trascorsi i tempi senza che la ASL garantisse la prestazione limitandosi a sterili e infruttuosi solleciti interni, come Associazione Emera mi sono subito attivata” spiega la presidente Francesca Congiu. “In data 13 settembre abbiamo formalmente richiesto l’attivazione d’ufficio del Percorso di Tutela (ex D.Lgs. 124/1998), lo strumento di garanzia che impone alla sanità pubblica di erogare comunque la prestazione nei tempi prescritti, ricorrendo se necessario all’intramoenia o alle strutture convenzionate, senza alcun costo aggiuntivo per l’utente. La risposta? Il silenzio. Nessun riscontro, nessuna prestazione erogata, nessuna presa in carico reale. Il risultato di questa totale indifferenza istituzionale è stato drammatico ma ampiamente prevedibile, la mancanza di quella visita di controllo domiciliare ha causato una decompensazione clinica della paziente, sfociata in un trasporto e in un ricovero d’urgenza in ospedale. Un ricovero in acuto che una tempestiva assistenza a domicilio avrebbe probabilmente potuto e dovuto evitare”.
La richiesta alle Istituzioni: “I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e le classi di priorità non sono numeri su un foglio o suggerimenti opzionali: sono diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. Non possiamo accettare che la disorganizzazione della sanità pubblica trasformi la cura domiciliare programmata in un’emergenza ospedaliera, creando sofferenza evitabile ai pazienti e alle loro famiglie e intasando ulteriormente le strutture di pronto soccorso.
Nell’istanza inviata al Prefetto, all’Assessore e al Difensore Civico ho chiesto con forza un’istruttoria immediata per accertare le responsabilità di questo disservizio e le ragioni della mancata attivazione del Percorso di Tutela;
la predisposizione di un piano di presa in carico domiciliare protetta per la paziente al momento delle dimissioni, affinché non debba mai più subire una simile interruzione dell’assistenza.
Come Associazione Emera non staremo a guardare in silenzio. Continueremo a pretendere che la dignità, il rispetto e la tutela della salute dei pazienti fragili vengano prima di qualsiasi inefficienza burocratica”.










