Sono 716.592 in Sardegna le persone fisiche potenzialmente interessate dall’esenzione dal bollo prevista dal 2027 per il primo veicolo fino a 80 kW, ma la misura rischia di avere un impatto limitato sugli agenti e rappresentanti di commercio. È quanto sottolinea Fnaarc Confcommercio Sud Sardegna, che segnala anche il ritorno del diesel oltre i 2,30 euro al litro.
“Chi svolge la nostra professione percorre ogni anno decine di migliaia di chilometri e ha bisogno di un’automobile adeguata alle lunghe percorrenze – afferma Giuliano Cadoni, presidente Fnaarc Confcommercio Sud Sardegna –. Una soglia fissata a 80 kW rischia quindi di lasciare fuori una parte consistente dei mezzi che utilizziamo quotidianamente per lavorare”.
L’associazione chiede un intervento sulla fiscalità dell’auto. Per gli agenti in regime ordinario la deducibilità è dell’80%, ma su un costo massimo di 25.822,84 euro, limite derivato dai 50 milioni di lire fissati nel 1986.
“Non possiamo continuare ad applicare nel 2026 un limite costruito sul prezzo delle automobili del 1986 – sottolinea Cadoni –. L’auto per noi non è un benefit né un lusso: è il principale bene strumentale della nostra attività”.
Fnaarc richiama inoltre l’aumento dei costi del carburante. “Un aumento anche di pochi centesimi al litro, moltiplicato per migliaia di chilometri percorsi ogni mese, incide pesantemente sul reddito dell’attività”, conclude Cadoni, chiedendo misure specifiche anche per gli agenti in regime forfettario.
L’associazione chiede un intervento sulla fiscalità dell’auto. Per gli agenti in regime ordinario la deducibilità è dell’80%, ma su un costo massimo di 25.822,84 euro, limite derivato dai 50 milioni di lire fissati nel 1986.
“Non possiamo continuare ad applicare nel 2026 un limite costruito sul prezzo delle automobili del 1986 – sottolinea Cadoni –. L’auto per noi non è un benefit né un lusso: è il principale bene strumentale della nostra attività”.
Fnaarc richiama inoltre l’aumento dei costi del carburante. “Un aumento anche di pochi centesimi al litro, moltiplicato per migliaia di chilometri percorsi ogni mese, incide pesantemente sul reddito dell’attività”, conclude Cadoni, chiedendo misure specifiche anche per gli agenti in regime forfettario.










