L’eccellenza sanitaria continua a viaggiare a pieno ritmo, ma sul fronte della gestione l’ARNAS Brotzu di Cagliari sembra procedere tra difficoltà, ritardi e assenza di certezze. Da una parte ci sono le attività ad alta specializzazione, a partire dalla donazione e dai trapianti d’organo; dall’altra, secondo quanto denunciato dal personale e dalle rappresentanze sindacali, persistono problemi legati agli organici, ai carichi di lavoro, alla valorizzazione professionale e al riconoscimento economico delle attività svolte.
A pesare sul quadro c’è anche la recente uscita di scena del direttore amministrativo, che lascia l’azienda senza una figura chiave della governance in una fase già caratterizzata da tensioni interne. Una situazione che, secondo i lavoratori, rischia di aggravare criticità organizzative che si trascinano da tempo.
Il caso più emblematico riguarda il programma DCD, la donazione di organi dopo la cessazione della circolazione sanguigna, avviato al Brotzu nel 2025. Si tratta di una procedura particolarmente complessa, che richiede un’organizzazione altamente specializzata e il coinvolgimento di diverse professionalità sanitarie. Nel primo anno di attività sono state portate a termine sei procedure: quattro all’interno dell’ospedale cagliaritano e due particolarmente complesse effettuate fuori sede.
Il nodo, ora, riguarda il riconoscimento economico dell’attività. A distanza di mesi, gli operatori coinvolti, secondo la denuncia sindacale, non avrebbero ancora ricevuto le spettanze relative alle procedure effettuate. Un ritardo che alimenta malumori soprattutto perché, a fronte di un’attività sanitaria di elevatissima responsabilità, mancherebbero indicazioni chiare sui tempi e sulle modalità di pagamento.
La vicenda si intreccia con un altro fronte aperto, quello delle RAR Trapianti 2025, le Risorse aggiuntive regionali destinate al personale. L’accordo sarebbe stato raggiunto nell’ambito della contrattazione con la rappresentanza sindacale e l’erogazione sarebbe prevista nel mese corrente. Ma, secondo quanto riferito dai rappresentanti dei lavoratori, resta l’incertezza sulla formalizzazione degli atti necessari e sull’effettiva presenza delle somme nelle buste paga.
A sollevare le contestazioni è, tra gli altri, la Fials, che chiede alla dirigenza maggiore chiarezza sui tempi dei pagamenti e sulle procedure amministrative. Il sindacato lamenta una comunicazione insufficiente e chiede che il personale venga informato in modo formale sulle regole di accesso e sulle modalità di partecipazione al progetto DCD.
La richiesta dei lavoratori si concentra quindi su tre questioni. La prima è il riconoscimento delle somme dovute per le sei procedure DCD già effettuate. La seconda riguarda la trasparenza sul progetto, con la pubblicazione e la condivisione delle disposizioni che regolano l’inserimento del personale e l’organizzazione delle attività. La terza è il rispetto degli accordi raggiunti sulle RAR Trapianti 2025, con la conferma dei tempi di pagamento.
Il tema va oltre la singola vertenza economica. In un settore nel quale tempestività, coordinamento e competenze specialistiche possono incidere direttamente sull’esito delle procedure, l’incertezza organizzativa rischia di diventare un problema per l’intero sistema. Il timore espresso dai lavoratori è che le difficoltà amministrative finiscano per gravare proprio su quelle professionalità che consentono al Brotzu di mantenere un ruolo centrale nella sanità sarda.
La sfida, dunque, è ricomporre il rapporto tra un’attività clinica che continua a esprimere livelli di eccellenza e una macchina gestionale che, secondo le organizzazioni sindacali, ha bisogno di risposte rapide e di una programmazione più solida. Il personale chiede certezze, riconoscimento del lavoro svolto e regole trasparenti. E soprattutto che l’eccellenza costruita nelle sale operatorie e nei reparti non venga frenata dalle difficoltà degli uffici.










