Il Consiglio comunale di Cagliari ha approvato all’unanimità la mozione per intitolare un luogo pubblico a Luigi Cogodi. La proposta, presentata dal consigliere del Partito Progressista Matteo Massa, ha raccolto un voto trasversale da parte di tutti gli schieramenti, sancendo un riconoscimento condiviso a una delle figure più autorevoli della storia politica cittadina e regionale.
Un protagonista della vita istituzionale sarda
Avvocato, dirigente politico e amministratore rigoroso, Cogodi è stato consigliere comunale alla fine degli anni Novanta e assessore regionale, attraversando una stagione di profonda trasformazione della politica, dal sistema dei partiti novecenteschi a una fase più moderna e mediatizzata.
A ricordarne il profilo in Aula è stato il consigliere di Civica 2024 Giuseppe Farris, che lo ha descritto come «un uomo delle istituzioni, severo prima di tutto con sé stesso, animato da un forte senso dello Stato». Farris ha sottolineato il suo stile in Consiglio: interventi appassionati, toni talvolta duri ma sempre sostenuti da uno studio meticoloso degli atti. «Studiava ogni provvedimento nei dettagli, annotava, evidenziava, interveniva con competenza su urbanistica, bilancio e politiche sociali», ha ricordato, evidenziando come proprio questo rigore gli avesse guadagnato il rispetto anche degli avversari politici.
Farris ha poi richiamato anche il lato più personale di Cogodi: «Dietro il rigore pubblico c’era una persona capace di ironia e di confronto, con una passione inesauribile per la politica, tema dominante di ogni discussione, anche fuori dall’Aula».
Il “padre” della Legge 37/98
Il nome di Cogodi resta legato in modo particolare alla Legge regionale 37/1998, il piano straordinario per il lavoro di cui fu principale estensore.
A ricostruirne la portata è stata la consigliera Alessandra Zedda (Lega – Anima di Sardegna), che ha evidenziato come quella norma fosse stata pensata «per contrastare la disoccupazione, in particolare dei lavoratori espulsi dal ciclo produttivo in età avanzata, offrendo non solo un reddito ma un percorso di reinserimento e dignità».
Zedda ha ricordato le ricadute concrete della legge: «Centinaia di lavoratori furono coinvolti nei cantieri comunali e, negli anni successivi, molti di loro vennero stabilizzati nelle amministrazioni pubbliche». Un intervento che, ha sottolineato, non si limitò alla creazione di occupazione ma contribuì anche al sostegno della competitività delle imprese e allo sviluppo del territorio.
Rigore e tutela delle istituzioni
Nel corso della seduta è stato richiamato anche il comportamento tenuto da Cogodi nei momenti più complessi della sua esperienza pubblica, come nelle vicende giudiziarie contabili che lo coinvolsero per responsabilità amministrative, mai penali.
Su questo punto Farris ha parlato di «un atteggiamento improntato alla trasparenza e alla tutela dell’istituzione», ricordando come Cogodi avesse mostrato attenzione non solo alla propria posizione ma anche a quella dei piccoli amministratori locali che avrebbero potuto trovarsi in situazioni analoghe.
Un’intitolazione che unisce
La mozione, firmata da Matteo Massa, è stata approvata all’unanimità, in un clima di condivisione che ha superato le appartenenze politiche. Con l’intitolazione di un luogo pubblico a Luigi Cogodi, il Comune riconosce il profilo istituzionale e il contributo alla crescita della città e della Sardegna.
Un gesto simbolico ma significativo, che consegna alle future generazioni il ricordo di un amministratore rigoroso, competente e profondamente convinto della politica come servizio.











