“Voglio usare il mio nome per mettere in guardia tutti, prima che sia troppo tardi: state attenti ai messaggi di whatsapp, sono stato involontario protagonista di una truffa e vi spiego come è andata sperando che non accada mai più a nessuno”. A Casteddu online parla Gigi Piras, 71 anni, il super bomber del Cagliari che con 101 goal in serie A si piazza al secondo posto come capocannoniere.
Tutto è iniziato con la ormai nota truffa della ballerina, quando ancora non era così famosa, per poi sfociare nella richiesta di soldi a parenti e amici con il suo numero di telefono, nel frattempo clonato, attraverso whatsapp.
“Qualche tempo fa ho ricevuto un messaggio da un mio contatto con un link che mi invitava a votare una ballerina perché figlia di un suo amico. Ho chiesto a mia nipote di aiutarmi a farlo, fidandomi di quella richiesta che non sospettavo potesse essere una truffa, anche perché ancora non se ne parlava. Nell’istante in cui abbiamo votato, il mio numero è stato clonato ed è iniziato il caos: da quel momento in poi sono arrivati messaggi a parenti e amici da parte mia, con il mio numero e la mia foto whatsapp, con la richiesta di 480 euro per pagare il dentista”.
A Casteddu online Gigi Piras racconta che purtroppo uno dei suoi amici ha subito fatto il bonifico, avendo pudore di chiamarlo per chiedere come mai avesse bisogno di soldi: “Ora è lui che farà la denuncia, oggi stesso, io ho già fatto la segnalazione ai carabinieri ma è attraverso di lui, il diretto truffato, che proveranno a risalire ai responsabili”.
Dopo i messaggi, arrivati a suo nome e dunque apparentemente insospettabili, Piras racconta anche che è partito una sorta di tam tam fra i suoi amici, preoccupati della richiesta ma anche fermati da una sorta di ritrosia dovuta al rispetto a chiamarlo e chiedere direttamente a lui. “Si è vero, avevano vergogna a chiamarmi, si chiedevano come mai avessi bisogno di soldi, se potessi davvero essere così in difficoltà economicamente e perché. Un paio di ex colleghi invece mi hanno contattato dal continente: a tradire il truffatore è stato il fatto che nel messaggio era scritto il nome completo dei destinatari mentre io con loro ho sempre usato diminutivi, quindi appena ricevuto il messaggio si sono insospettiti, mi hanno chiamato e ho potuto fare la segnalazione”.
Gigi Piras, turbato per l’accaduto, mette dunque in guardia tutti i cagliaritani, e non solo: “State attenti, cascarci è un attimo. Chiamate chi vi manda il messaggio per accertarvi che sia vero e segnalate subito la cosa alle forze dell’ordine. Spero che questa mia testimonianza possa essere utile agli altri”.











