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Cagliari, boom di nuovi poveri tra crisi e bollette: 160mila richieste di aiuto alla Caritas

di Paolo Rapeanu
18 Dicembre 2023
in hinterland, zapertura

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Cagliari, boom di nuovi poveri tra crisi e bollette: 160mila richieste di aiuto alla Caritas

Free meals are served in a "soup kitchen" run by the Sant'Egidio Christian community in Rome September 17, 2008. The euro zone's third largest economy, Italy has been one of its most sluggish performers for more than a decade, and has suffered more than most of its partners from surging oil prices, a strong currency and the international slowdown. Statistics show that Italy is growing older and poorer while the economy underperforms its European peers. To match feature FINANCIAL-ITALY/POOR REUTERS/Tony Gentile (ITALY)

Boom di nuovi poveri a Cagliari e provincia, tra crisi e bollette, soprattutto quelle elettriche. I dati della Caritas sono molto preoccupanti: nel corso del 2023 i contatti avuti dai vari servizi della Caritas diocesana sono stati superiori a 160mila, considerando che solo il servizio mensa ha erogato 98151 mila pasti (da ottobre 2022 a settembre 2023) con una media giornaliera di 272 pasti al giorno. Le mense di Settimo San Pietro, Sinnai e Maracalagonis hanno erogato complessivamente 34.740 pasti. Occorre ricordare che vi sono anche altre mense per i poveri: quella delle suore di Madre Teresa di Calcutta, quelle delle suore del Buon Pastore, quelle localizzate a Quartu Sant’Elena, a Elmas e via discorrendo. Il Centro diocesano di assistenza ha distribuito più di 12mila pacchi (+ 29,5 %), il Centro “Kepos” che si occupa di migranti ha avuto 1.289 contatti (+ 3%) mentre 1.319 sono le visite mediche del poliambulatorio, con oltre 100 bambini visitati. A questi vanno aggiunti tutti i contatti degli altri servizi, che sono più di 50. Naturalmente vi sono anche le organizzazioni di volontariato che offrono i loro servizi ai poveri. Tutto ciò dà l’idea di quanta povertà vi sia nella nostra diocesi. Osservando i meccanismi di trasmissione intergenerazionale della povertà, si scopre che in Italia questo meccanismo è più intenso che nella maggior parte dei Paesi dell’Unione europea: quasi un terzo degli adulti (25-49 anni) a rischio di povertà quando aveva 14 anni viveva infatti in famiglie che versavano in condizione finanziaria critica. Un altro aspetto che ha assunto importanza negli ultimi anni è quello della povertà energetica. In Italia, nel 2022, il 17,6% delle famiglie a rischio di povertà ammette di non essere in grado di riscaldare adeguatamente l’abitazione, e il 10,1% dichiara arretrati nel pagamento delle bollette. Un dato incontrovertibile è che la povertà cresce. Le cause vanno individuate negli effetti provocati dalla guerra in Ucraina, nei problemi legati all’energia e alla crescita dell’inflazione, sperando che la pandemia non ci si metta di mezzo.
Cresce il Pil, almeno negli ultimi tre anni, e cresce la povertà: evidentemente c’è una contraddizione macroscopica nel sistema, che dimostra l’incapacità del mercato di redistribuire l’aumento delle risorse, come lo studio dell’Oxfam citato all’inizio dimostra sin troppo ampiamente. Cresce anche l’occupazione e cresce soprattutto la precarietà dei lavoratori. Occorre incidere profondamente sul sistema economico ma anche nella società, se si vuole ottenere qualche risultato in termini di maggiore equità. Relativamente ai dati della Caritas diocesana, si può affermare che sono cresciuti i poveri che hanno fatto ricorso ai servizi della Caritas diocesana. Sono aumentate le donne ma anche gli uomini. Preoccupante è la situazione dei maschi che evidenziano problemi legati ai rapporti di tipo familiare, spesso sono soli e disoccupati. La gran parte dei richiedenti è italiana o, meglio, sarda. Tra le nazionalità si registra un forte aumento degli ucraini ma anche degli africani. Cresce il numero degli anziani, attualmente attestato al 13,3% (era appena il 7,6 % nel 2018, dunque è quasi raddoppiato). Crescono, seppure leggermente, i divorziati soprattutto dalla parte delle donne. Tra gli stranieri è in forte aumento il numero dei senza dimora. Coloro che dispongono di un titolo di studio superiore rappresentano quasi un quarto del totale. In aumento soprattutto le donne istruite. Il 25% dei richiedenti dispone di un reddito evidentemente insufficiente per sostenere la famiglia.
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