Porte chiuse al Centro Accoglienza Servizi (Cas) dell’ospedale oncologico Businco di Cagliari. A denunciare la sospensione del front office è la Fials, che attribuisce la chiusura alla “totale assenza di personale amministrativo” e lancia l’allarme sulle condizioni dell’hub oncologico regionale. Secondo il sindacato, sono sempre più numerose le segnalazioni di pazienti che, recandosi al Businco per informazioni, pratiche amministrative, esenzioni o per avviare il percorso di presa in carico, non trovano il servizio attivo.
La sospensione del front office, sottolinea la Fials, sta provocando disagi soprattutto ai pazienti oncologici e alle loro famiglie, privandoli di un punto di riferimento nella fase di accesso ai percorsi diagnostico-terapeutici e nella programmazione degli esami necessari per definire la stadiazione della malattia. Il Cas, ricorda il sindacato, rappresenta il primo servizio di presa in carico del paziente oncologico istituito in Sardegna e opera da sei anni.
Per la Fials, la criticità del Cas è il sintomo di una situazione più ampia che riguarda l’intero Businco e il Microcitemico. “L’hub oncologico regionale è sull’orlo del collasso”, sostiene l’organizzazione sindacale, indicando una carenza cronica di infermieri, operatori sociosanitari e personale amministrativo, a fronte di una domanda di assistenza in crescita. Il rischio, secondo il sindacato, è una progressiva riduzione dei servizi fino alla possibile chiusura di reparti.
La Fials collega le difficoltà attuali anche all’incorporazione, avvenuta nel 2015, del Microcitemico e del Businco nell’Arnas Brotzu. Una scelta che, secondo l’organizzazione, avrebbe finito per penalizzare strutture con una vocazione diversa da quella dell’emergenza-urgenza, favorendo una concentrazione di risorse verso il settore emergenziale a discapito dell’assistenza oncologica e delle patologie croniche.
Il sindacato chiede quindi un intervento urgente della Regione e della direzione generale dell’Arnas Brotzu: tra le richieste, la riapertura immediata del front office del Cas attraverso il ripristino del personale amministrativo e un piano straordinario di assunzioni per infermieri, Oss e amministrativi destinati al Businco e al Microcitemico. La Fials sollecita inoltre garanzie sulla piena operatività dell’hub oncologico regionale e annuncia, in assenza di risposte, nuove iniziative di protesta e mobilitazione a tutela di pazienti e lavoratori.
Per la Fials, la criticità del Cas è il sintomo di una situazione più ampia che riguarda l’intero Businco e il Microcitemico. “L’hub oncologico regionale è sull’orlo del collasso”, sostiene l’organizzazione sindacale, indicando una carenza cronica di infermieri, operatori sociosanitari e personale amministrativo, a fronte di una domanda di assistenza in crescita. Il rischio, secondo il sindacato, è una progressiva riduzione dei servizi fino alla possibile chiusura di reparti.
La Fials collega le difficoltà attuali anche all’incorporazione, avvenuta nel 2015, del Microcitemico e del Businco nell’Arnas Brotzu. Una scelta che, secondo l’organizzazione, avrebbe finito per penalizzare strutture con una vocazione diversa da quella dell’emergenza-urgenza, favorendo una concentrazione di risorse verso il settore emergenziale a discapito dell’assistenza oncologica e delle patologie croniche.
Il sindacato chiede quindi un intervento urgente della Regione e della direzione generale dell’Arnas Brotzu: tra le richieste, la riapertura immediata del front office del Cas attraverso il ripristino del personale amministrativo e un piano straordinario di assunzioni per infermieri, Oss e amministrativi destinati al Businco e al Microcitemico. La Fials sollecita inoltre garanzie sulla piena operatività dell’hub oncologico regionale e annuncia, in assenza di risposte, nuove iniziative di protesta e mobilitazione a tutela di pazienti e lavoratori.












