Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Antonio Perra, cittadino di Quartu Sant’Elena, che interviene sull’abbattimento dello storico albero situato in viale Marconi, all’altezza di via Fermi. Nella sua riflessione, il lettore pone l’accento sul valore ambientale e simbolico del patrimonio verde urbano e invita a una riflessione sul rapporto tra sostenibilità, tutela del territorio e sviluppo urbanistico.
“Salve, vi scrivo questa lettera da libero cittadino qartese attento al territorio.
L’abbattimento dello storico albero in viale Marconi, all’altezza di via Fermi, rappresenta un episodio che va ben oltre il semplice intervento manutentivo o urbanistico e che solleva interrogativi profondi sul rapporto tra sviluppo, tutela ambientale e identità del territorio.
Quando viene abbattuta una pianta di grandi dimensioni, che per decenni ha rappresentato una presenza familiare e un elemento caratterizzante del paesaggio urbano, la perdita non è soltanto ambientale o paesaggistica. È anche una ferita alla memoria di una comunità. Gli alberi nelle nostre città non sono semplici elementi decorativi né ostacoli da rimuovere: sono infrastrutture verdi fondamentali, capaci di contribuire alla mitigazione delle isole di calore, alla tutela della biodiversità e al miglioramento della qualità della vita, soprattutto in aree caratterizzate da traffico intenso e alta densità di cemento.
In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dall’aumento delle temperature, la perdita di un patrimonio verde di queste dimensioni dovrebbe spingere a una riflessione seria sulle scelte urbanistiche e sulla necessità di preservare, laddove possibile, gli alberi esistenti.
A suscitare particolare perplessità è inoltre la distanza che talvolta sembra emergere tra le dichiarazioni sulla sostenibilità e le scelte concrete che incidono sul territorio. È singolare osservare come realtà che fanno della tutela ambientale, dell’attenzione al territorio e dei principi ESG (Environmental, Social and Governance) elementi centrali della propria comunicazione possano poi trovarsi a compiere scelte che comportano la cancellazione di un patrimonio verde storico, anziché puntare sulla sua salvaguardia, sulla cura o su una progettazione capace di integrarlo.
La vera responsabilità sociale d’impresa non si misura soltanto nelle campagne pubblicitarie o nelle dichiarazioni di intenti, ma soprattutto nelle decisioni concrete e nelle conseguenze che queste producono sui territori e sulle comunità. Quando il cemento finisce per prevalere sulla memoria verde di una città, il rischio è che la sostenibilità si trasformi in uno slogan privo di un reale impegno.
Da cittadino qartese attento al territorio, resta quindi l’auspicio che l’area interessata dall’abbattimento non venga lasciata al degrado e non si trasformi nell’ennesimo spazio dominato dall’asfalto e dal cemento. Questa perdita dovrebbe invece rappresentare l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul valore del verde urbano e sulla necessità di tutelarlo, a Quartu Sant’Elena come nel resto dell’area metropolitana”.
Antonio Perra











