Cresce la preoccupazione a Cagliari per i ritardi nei lavori di recupero della chiesa di San Giuseppe Calasanzio, nel cuore del quartiere Castello. Il cantiere, aperto da tempo per il restauro dell’edificio storico e la sua futura destinazione ad attività culturali, procede a rilento, alimentando il timore concreto di una possibile perdita dei finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). La segnalazione arriva da Francesco Meloni direttore Aladinpensiero.
La chiesa, di proprietà del Fondo Edifici di Culto (FEC) e quindi dello Stato, è inserita in un progetto di recupero finanziato nell’ambito della misura PNRR dedicata alla sicurezza sismica dei luoghi di culto e al restauro del patrimonio storico. L’intervento, dal valore stimato di circa 1,4 milioni di euro, vede come soggetto attuatore il Ministero dell’Interno, con il coordinamento della Prefettura di Cagliari. Una volta riqualificata, la struttura dovrebbe diventare uno spazio culturale, con l’associazione UniCa Alumni dell’Università di Cagliari indicata come candidata numero uno per la gestione.
Lo stato di avanzamento dei lavori, però, non rassicura. Secondo le informazioni disponibili, il progetto risulta segnalato come “in ritardo” nei monitoraggi più recenti. Una condizione che, alla luce delle scadenze imposte dall’Europa, accende l’allarme. Il PNRR, infatti, non prevede margini significativi di flessibilità: entro il 31 marzo 2026 dovrà essere raggiunto uno stato di avanzamento lavori rilevante, mentre il termine definitivo è fissato al 30 giugno 2026. Entro quella data l’opera dovrà essere completata, collaudata e rendicontata. In caso contrario, i fondi europei non verrebbero erogati e il costo dell’intervento ricadrebbe interamente sul bilancio dello Stato, con il rischio ulteriore di lasciare l’opera incompiuta.
Le cause dei rallentamenti vengono individuate, come spesso accade nel centro storico di Castello, nella complessità strutturale dell’edificio – risalente al XVII secolo e caratterizzato da criticità sismiche e problemi di umidità – e nei vincoli imposti dalla Soprintendenza, che richiedono autorizzazioni puntuali per ogni modifica o intervento su un bene tutelato.
A fronte di questa situazione, cresce l’attesa di chiarimenti ufficiali. È stata inviata nei giorni scorsi una richiesta formale alla Prefettura di Cagliari per conoscere lo stato reale del cantiere, i tempi previsti e le eventuali misure straordinarie che si intendono adottare per scongiurare il disimpegno dei fondi. Secondo diversi osservatori, senza un’accelerazione decisa dei lavori – attraverso turni aggiuntivi o procedure d’urgenza – il rischio di non rispettare le scadenze resta concreto.
La speranza è che, proprio per evitare un danno erariale e la perdita di risorse europee, venga messo in campo un “colpo di reni” finale. Intanto, la chiesa di San Giuseppe Calasanzio resta un simbolo delle difficoltà che accompagnano il recupero del patrimonio storico, stretto tra la necessità di tutela e i tempi sempre più stringenti dettati dal PNRR.










