Cagliari, 2 milioni di euro per smaltire i rifiuti abbandonati: lotta agli incivili, in campo tutte le azioni “per scovare gli evasori, compresi quelli totali che nemmeno sono iscritti al registro Tari”. L’assessora Luisa Giua Marassi: “Stiamo lavorando per contenere i costi, nel 2025 siamo riusciti a ridurre la tassa e non è detto che aumenterà”. Preoccupazione da parte dei residenti che da un lato devono fare i conti con una città vandalizzata dagli incivili che, con rifiuti e sacchetti a portata di mano, gettano l’immondizia dove gli pare. Piazze, strade, aiuole: ogni angolo della città del sole è buono per svuotarsi le tasche da fazzoletti e cartacce e, peggio ancora, riporre l’indifferenziata dove capita. Nonostante l’ecocentro sempre attivo, le isole ecologiche di quartiere, il servizio porta a porta e il ritiro illimitato degli ingombranti che, per gli over 65, può avvenire anche al piano, per terra si trova di tutto. E chi paga per i “selvaggi”? La comunità. Ben 2 milioni di euro, infatti, sono i costi a carico del Comune, una somma che si cerca di ridurre con la task force per individuare chi non è in regola con la Tari.
Le proteste: “La Tari a Cagliari aumenta a causa degli alti costi di rimozione dei rifiuti gettati dagli incivili (leggasi evasori)? Non pagare più una mazza,
preparare delle belle buste colorate e gettarle di fronte a palazzo Baccaredda” esprime Patrizia, una lettrice di Casteddu Online. “Sarebbe questo il modo di stanare gli evasori? Non semplicemente confiscare il suv o simili di chi si ferma a gettare i rifiuti (ne vedo almeno uno al giorno)?
E se non ci sono i soldi, niente feste di capodanno. I soldi, spiegherà il sindaco ai cittadini, sono serviti per coprire i costi
dell’inciviltà cittadina. Quando diventerete civili, allora penseremo al capodanno!
Esattamente come farebbe una buona massaia che, se non ha i soldi per fare la spesa, non pensa ad acquistare l’ultimo I-phone da 2000 euro
chiedendo i soldi alla Caritas. Si chiamano “priorità” “spese
necessarie e spese voluttuarie” e non ci vuole una laurea per imparare una sana e direi anche onesta gestione dei soldi pubblici”.
L’assessora all’Igiene del suolo e gestione del ciclo dei rifiuti: “La Tari del 2025 siamo riusciti a ridurla per una media del 10/12% per i residenti (utenze domestiche). Chiaramente i rifiuti abbandonati sono un costo, di 2 milioni di euro all’anno, ma non è detto che la tassa aumenterà: stiamo facendo tutte le azioni possibili per scovare gli evasori e per contenerla. Nessuna certezza ancora sul costo complessivo del servizio. Anzitutto si deve attendere l’aggiudicazione della gara e l’importo del ribasso di gara. Poi dobbiamo ancora approvare il piano economico finaziario 2026/2027 e c’è ancora un lungo iter da seguire per l’approvazione della tariffa , compresa la definizione di tutte le risorse necessarie. Per il 2026 non sappiamo ancora quale sarà l’imposta. Non è vero che la Tari di Cagliari è tra le più alte, siamo scesi nella classifica nazionale e sono inclusi servizi che altri non danno, servizi compresi nel costo”.
Insomma, le nuove tariffe non sono ancora state formulate ma fanno già ampiamente discutere, generando anche rabbia e confusione tra i cittadini virtuosi che pagano regolarmente e non accettano di doverlo fare anche per chi non rispetta le regole e non paga le tasse. Su questo aspetto si concentreranno le forze istituzionali, individuare i trasgressori e proseguire nella campagna di sensibilizzazione verso il rispetto dell’ambiente, un bene di inestimabile valore, di tutti, che costantemente viene offeso e violato da chi getta l’immondizia dove gli capita.











