La sanità sarda torna nella tempesta politica nel momento più delicato degli ultimi anni, all’indomani della bocciatura della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittime le norme regionali sul commissariamento generalizzato delle aziende sanitarie. A puntare il dito contro la giunta regionale è Pietro Pittalis, coordinatore regionale di Forza Italia, che denuncia con toni durissimi il ricorso a consulenze legali esterne.
“Nel pieno di una crisi istituzionale e sanitaria senza precedenti – attacca Pittalis – la Giunta compie una scelta grave e politicamente irresponsabile, sprecando risorse pubbliche per affidare incarichi ad avvocati esterni, per di più romani, ignorando l’esistenza di un Ufficio legale regionale strutturato, autorevole e composto da professionisti di altissimo livello”.
Secondo il coordinatore regionale di Forza Italia, non vi era alcuna necessità di ricorrere a consulenze esterne. “Le competenze interne alla Regione esistono, sono qualificate e sono già pagate per svolgere questo lavoro. Scegliere comunque pareri esterni significa buttare via denaro pubblico, mortificare le professionalità regionali e sottrarre risorse ai servizi essenziali e alla sanità”, afferma.
Pittalis solleva anche il tema del possibile danno erariale: “Ogni euro speso inutilmente in consulenze esterne è un euro tolto ai cittadini sardi. In una fase segnata da ricorsi e contenziosi milionari, il rischio concreto è che il conto finale ricada ancora una volta sulle famiglie e sui pazienti”.
Nel mirino anche la gestione politica della crisi. “Invece di fare chiarezza e assumersi la responsabilità di scelte sbagliate – prosegue Pittalis – la giunta pensa a coprirsi legalmente, approfittando dello scudo sulla responsabilità erariale in scadenza, anziché tutelare davvero l’interesse pubblico”.
Nel frattempo, ieri sera la giunta regionale ha indicato i nuovi vertici di diverse aziende sanitarie: Francesco Trotta alla Asl di Nuoro, Andrea Fabbo alla Asl Ogliastra, Grazia Cattina alla Asl di Oristano, Antonio Spano alla Asl del Medio Campidano, Paolo Cannas alla Asl del Sulcis, Maurizio Marcias all’Arnas Brotzu, Vincenzo Serra all’Aou di Cagliari, Serafinangelo Ponti all’Aou di Sassari e Angelo Serusi ad Areus. Restano invece da formalizzare le nomine nelle Asl di Cagliari, Sassari e Gallura.
“Abbiamo scelto di procedere con responsabilità e prudenza – aveva dichiarato la presidente della Regione Alessandra Todde – seguendo il percorso più tutelante per l’interesse pubblico e per le risorse regionali. Nessuna accelerazione forzata, ma scelte solide e difendibili”.
Le nomine non hanno però spento le tensioni. All’Arnas Brotzu sono già arrivate le prime richieste da parte del sindacato Usb. Gianfranco Angioni, referente aziendale Usb Sanità, sottolinea come la conferma di Maurizio Marcias rappresenti un segnale di continuità, ma chiede interventi immediati. “Il 2026 deve partire con azioni concrete su carenza di personale e liste d’attesa – afferma – perché senza posti letto, soprattutto per le attività chirurgiche, ogni misura rischia di restare inefficace”.
Sull’accorpamento del Microcitemico ai presidi San Michele e Businco, Angioni avverte infine che «solo una ridefinizione chiara dei servizi e dei percorsi assistenziali potrà evitare disfunzioni e sovrapposizioni».
Una sanità, quella sarda, che resta al centro di una crisi politica e istituzionale profonda, tra accuse di sprechi, scelte contestate e un sistema ancora in attesa di risposte concrete.












