Il sindacato passa alle vie legali e contesta l’applicazione del nuovo sistema retributivo: “Mancano ancora passaggi fondamentali, così non si può procedere”.
La battaglia sulle retribuzioni dei medici dell’Arnas Brotzu finisce sul tavolo dei legali. La Federazione CIMO-FESMED ha infatti notificato una diffida all’azienda ospedaliera, contestando le modalità con cui è stato avviato il nuovo sistema retributivo previsto dal Contratto collettivo nazionale dell’Area Sanità 2022-2024. E avverte: senza risposte concrete è pronta a proclamare lo stato di agitazione.
Secondo il sindacato, prima di applicare le nuove disposizioni sarebbe stato necessario completare alcuni passaggi ritenuti indispensabili, a partire dalla sottoscrizione dei nuovi contratti individuali di incarico dei dirigenti medici. Restano inoltre da definire il valore del punto base per la valorizzazione economica degli incarichi e la costituzione definitiva del Fondo per la Retribuzione degli Incarichi, che la stessa azienda avrebbe comunicato essere ancora in fase di completamento.
“Non è in discussione il diritto dell’Amministrazione ad applicare il contratto nazionale – afferma Emanuele Cabras, segretario aziendale CIMO-FESMED dell’Arnas Brotzu –. Chiediamo però che ciò avvenga nel rispetto dei principi di trasparenza, certezza del diritto e correttezza amministrativa. I medici devono poter conoscere con chiarezza i criteri con cui viene determinato il loro trattamento economico”.
Nel mirino della federazione ci sono anche i recuperi economici già avviati dall’azienda. Per CIMO-FESMED non possono essere considerati definitivi finché il nuovo sistema retributivo non sarà completato in tutti i suoi aspetti. “È difficile comprendere come possano essere disposti recuperi economici qualificati come definitivi quando altri elementi essenziali risultano ancora in corso di definizione. Per questo abbiamo ritenuto doveroso affidare la vicenda ai nostri legali”, aggiunge Cabras.
La vertenza si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutta la sanità sarda. Il sindacato ricorda infatti che resta aperto il tema della perequazione economica della dirigenza sanitaria regionale e attende la convocazione del tavolo di confronto annunciato dalla Regione.
CIMO-FESMED assicura che continuerà a seguire la vicenda sia sul fronte sindacale sia su quello legale, ribadendo l’obiettivo di ottenere una corretta applicazione del contratto nazionale e la tutela dei diritti economici e professionali dei medici. In caso contrario, è pronta ad avviare la mobilitazione con la proclamazione dello stato di agitazione.












