La povertà energetica avanza rapidamente in Sardegna e coinvolge ormai oltre 240mila persone. Sono 114mila le famiglie dell’Isola che non riescono più a sostenere il costo di luce e gas, il 15,3% del totale regionale. Un numero che fotografa una realtà sempre più preoccupante: migliaia di cittadini costretti a rinunciare al riscaldamento d’inverno, al raffrescamento durante l’estate, all’acqua calda o persino a limitare l’uso dell’illuminazione e degli elettrodomestici per contenere le bollette.
È il quadro che emerge dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato per ANAP Confartigianato Sardegna, sulla base dei dati 2025 dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE) e dell’Istat.
In appena due anni il fenomeno ha registrato un’impennata. Nel 2023 le famiglie sarde in povertà energetica erano l’8,9%, pari a circa 143mila persone. Oggi l’incidenza è salita al 15,3%, facendo della Sardegna una delle regioni italiane più colpite.
«Siamo fortemente preoccupati perché l’estate si annuncia particolarmente torrida e le conseguenze saranno pesantissime soprattutto per gli anziani, le persone non autosufficienti, le famiglie più fragili e quei lavoratori che, pur avendo un’occupazione, non riescono ad arrivare alla fine del mese», afferma Giovanni Antonio Mellino, presidente di ANAP Confartigianato Sardegna e vicepresidente nazionale dell’associazione.
Nel confronto nazionale la Sardegna occupa il quarto posto per incidenza della povertà energetica. Peggio fanno soltanto la Puglia, che guida la classifica con il 18,1%, e altre regioni del Mezzogiorno, mentre il Lazio si conferma la realtà meno colpita con il 5% delle famiglie in difficoltà. In Italia sono quasi due milioni e mezzo i nuclei familiari che vivono questa condizione, pari a oltre cinque milioni di persone.
A rendere ancora più pesante il quadro è la continua crescita delle bollette. La spesa delle famiglie sarde per energia elettrica e gas è passata dai 726 milioni di euro del 2024 ai 748 milioni del 2025 e, secondo le stime, raggiungerà gli 849 milioni nel 2026. In appena due anni l’esborso aumenterà di 123 milioni di euro. A livello nazionale la spesa complessiva supererà i 46 miliardi di euro.
«La povertà energetica è diventata una vera emergenza sociale», sottolinea Mellino. «Sempre più pensionati sono costretti a scegliere se pagare le bollette oppure acquistare cibo e medicinali. È una situazione che non può più essere ignorata».
Gli anziani rappresentano la categoria più esposta. Chi soffre di patologie croniche o ha ridotta mobilità trascorre gran parte della giornata in casa e subisce maggiormente gli effetti delle temperature estreme. Ambienti troppo caldi d’estate o troppo freddi d’inverno aumentano il rischio di colpi di calore, ipotermia, malattie respiratorie e aggravamento delle condizioni di salute.
Per questo ANAP Confartigianato Sardegna chiede interventi immediati e strutturali. «Occorrono misure concrete per sostenere le famiglie più vulnerabili e garantire a tutti il diritto di vivere in abitazioni sicure, salubri e adeguatamente riscaldate o raffrescate. Nessuno dovrebbe essere costretto a rinunciare al proprio benessere per pagare una bolletta».
Secondo l’Osservatorio Europeo sulla Povertà Energetica, una famiglia è considerata in povertà energetica quando non riesce ad accedere ai servizi energetici essenziali a costi sostenibili. Il fenomeno è determinato dall’intreccio tra bassi redditi, rincari dell’energia e abitazioni poco efficienti. Sempre più famiglie riducono i consumi per contenere le spese, rinunciando però al comfort e, spesso, mettendo a rischio la propria salute. È la cosiddetta “deprivazione nascosta”, una forma di disagio sempre più diffusa che compromette la qualità della vita di migliaia di persone.













