Un bambino ogni 5 anziani, in Sardegna e nel resto d’Italia nascite a picco: che futuro può avere un Paese così?

Secondo l’Istat cala ancora la popolazione italiana, nell’isola si registra il -1,3% rispetto alla media nazionale che segna un calo dello 0,7%. La pandemia ha accentuato la tendenza alla recessione demografica e il decremento di popolazione registrato tra l’inizio e la fine dell’anno 2020 risente di questo effetto

Cala ancora la popolazione in Italia, la Sardegna ancora una volta fa peggio della media nazionale: a fronte di un calo dello 0,7% a livello nazionale, nell’isola si registra una diminuzione dell’1,3%. Peggio fanno soltanto Molise, Calabria e Campania.  Secondo l’Istat “questo calo è attribuibile prevalentemente alla dinamica

La pandemia, secondo l’Istat, ha accentuato la tendenza alla recessione demografica già in atto e il decremento di popolazione registrato tra l’inizio e la fine dell’anno 2020 risente di questo effetto, portando a un record minimo delle nascite, 405mila, paragonabile soltanto, dai tempi dall’Unità d’Italia in poi, solo a quello  record del 1918 (-648 mila), quando l’epidemia di “spagnola” contribuì a determinare quasi la metà degli  1,3 milioni di decessi registrati in quell’anno.

Ancora una volta, a lamentare il calo più consistente è ancora una volta tutto il meridione, e naturalmente le isole. Emblematico: al sud scarseggiano servizi e welfare, per non parlare dei picchi di disoccupazione, e dunque spesso si rinuncia a mettere al mondo figli per l’impossibilità di conciliare vita lavorativa e familiare. Ma che futuro può avere un Paese dove non si nasce più? La risposta è dolorosamente scontata.

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