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Sanità, allarme sul budget ARES 2026: “Tagli ingiustificati alle strutture virtuose”

"Tagli ingiustificati alle strutture virtuose. A rischio la sostenibilità del sistema accreditato e il diritto alla salute dei sardi".

di Valeria Putzolu
12 Giugno 2026
in sardegna

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Sanità, allarme sul budget ARES 2026: “Tagli ingiustificati alle strutture virtuose”
Presentata un’interrogazione in Consiglio Regionale primo firmatario il consigliere Alessandro Sorgia, per denunciare le gravi distorsioni nella ripartizione dei fondi sanitari.
“Una distribuzione delle risorse che penalizza in modo ingiustificato diverse aree del territorio sardo, minando la sostenibilità del sistema sanitario privato accreditato e la sua capacità di garantire il diritto alla salute ai cittadini”.
È questo il duro atto di accusa contenuto nell’interrogazione (n. 444/A) presentata in Consiglio Regionale rivolta alla Presidente della Regione e all’Assessore regionale dell’Igiene, Sanità e Assistenza Sociale.
Al centro della forte presa di posizione politica c’è lo schema dei budget 2026 predisposto dall’Azienda Regionale della Salute (ARES).
Secondo i firmatari del documento, la ripartizione dei fondi risulta profondamente distorta: da un lato si registrano pesanti tagli alle strutture virtuose che operano in regime di extrabudget, dall’altro vengono premiate con incrementi economici aree in cui il budget assegnato non viene nemmeno raggiunto per mancanza di capacità erogativa.
“Il sistema di determinazione dei budget – denunciano i consiglieri nell’interrogazione – continua a basarsi su criteri obsoleti, come il fatturato storico 2022-2023, in palese contrasto con i ripetuti richiami dell’Antitrust che impongono l’utilizzo di dati contabili aggiornati”.
Il consigliere di FDI evidenzia inoltre una grave anomalia: sebbene il Consiglio regionale avesse stanziato all’unanimità risorse aggiuntive per la sanità, tali fondi non sono stati destinati alle strutture convenzionate, le quali avrebbero potuto far fronte alle necessità e scongiurare i tagli.
Una parte significativa di queste risorse è stata invece dirottata verso il comparto pubblico, nonostante quest’ultimo risulti già regolarmente finanziato.
Nel documento ispettivo vengono sollevate ulteriori e preoccupanti criticità: il nuovo tariffario è di fatto fermo e l’adozione forzata di quello nazionale per i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) rende impossibile per le strutture erogare le prestazioni, a causa del blocco dei volumi imposto dalla Regione.
Si segnalano inoltre paradossali incongruenze: alcune branche mediche, pur subendo riduzioni tariffarie col nuovo nomenclatore, hanno visto aumentare o confermare i propri budget, mentre settori cruciali come la Fisiochinesiterapia (FKT), interessati da rilevanti aumenti tariffari, non hanno ricevuto un adeguamento proporzionato.
A peggiorare un quadro definito come “il più drastico mai registrato”, c’è la mancata pubblicazione dei dati sull’extrabudget 2025, un ritardo che lascia gli operatori nel limbo e impedisce una corretta e trasparente programmazione per l’anno in corso.
Attraverso l’interrogazione, il consigliere regionale chiede pertanto alla Presidente della Regione nonché Assessore competente risposte chiare su cinque punti fondamentali: i motivi dei tagli lineari che colpiscono le strutture virtuose a fronte di disponibilità finanziarie, premiando aree con capacità erogativa inutilizzata; il perché la volontà del Consiglio regionale di destinare risorse aggiuntive al settore convenzionato sia stata disattesa. Chiarimenti sulle evidenti incongruenze legate ai budget e al nuovo nomenclatore tariffario; tempi certi per la correzione della programmazione e per un ricalcolo equo dei budget 2026 basato sull’effettiva attività erogata e non su dati obsoleti; la pubblicazione immediata dei dati relativi all’extrabudget 2025 e le tempistiche per la loro liquidazione.
“Queste criticità – concludono i firmatari – erano già state ampiamente segnalate all’Assessorato e alla Commissione Sanità fin dall’insediamento della nuova Giunta, ma non è seguito alcun intervento correttivo efficace. Ora pretendiamo risposte immediate per evitare il collasso del sistema”.
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