Attacco dell’opposizione in aula a Solinas: “Bentornato”. Lui replica: “In questi mesi un lavoro immane”

L’opposizione attacca Solinas dopo mesi di assenza in aula. Il Presidente si difende così: “I numeri raccontano di questi tre mesi un’altra storia. Abbiamo ottenuto anche risultati”

Scintille in consiglio regionale oggi a Cagliari durante la seduta convocata dall’opposizione, con la richiesta al Presidente Solinas di riferire sulla fase post emergenza covid-19. Opposizione che non ha mancato di sottolineare l’assenza in Aula da mesi e a dargli ironicamente il “bentornato”.
«In questo difficilissimo periodo il presidente è stato molto presente in televisione e poco al suo posto, cioè fra i sardi che non hanno ricevuto nulla a causa delle deficienze della “macchina” amministrativa, esaltando la differenza con il pragmatismo dell’amministratore locale che prima fa e poi dice» ha detto il consigliere di Leu Eugenio Lai.
Non è stata più tenera la consigliera del Movimento 5 stelle Desirè Manca: «Secondo la maggioranza – ha affermato rivolgendosi al Presidente Solinas –  lei in questi tre mesi ha fatto tanto. Effettivamente ci sono stati  molti proclami ed è andato in tutte le trasmissioni televisive. Per la capogruppo però ora è arrivata l’ora che il Presidente della Regione cominci  a lavorare. Certo – ha aggiunto Manca – le idee del Presidente sono state moltissime.  Prima voleva rendere il tampone obbligatorio a tutti, poi i test sierologici, poi i test rapidi, poi il passaporto sanitario, poi il  certificato di negatività. Questo “gioco” non ha fatto altro che fare scappare i turisti che volevano venire in Sardegna”.  La consigliera ha ricordato che due mesi fa il Presidente della Regione e la maggioranza avevano chiesto alla minoranza di  votare in tutta fretta un bilancio ristretto per l’emergenza Covid. «L’abbiamo votato e poi? Cosa è successo? – ha domandato – tutto bloccato. Come per le  imprese: 93 giorni fa il Presidente aveva promesso al  Consiglio regionale una misura a sostegno delle imprese».
Rivolto al presidente della Regione, Massimo Zedda (Progressisti) gli ha dato, ironicamente, il bentornato in Aula: «Sarebbe stato più utile se a chiedere la convocazione del Consiglio fosse stato lei – ha affermato – sia per tracciare una linea di demarcazione su quanto accaduto e dare un indirizzo per il futuro e lo sviluppo dell’Isola. Lei è venuto meno al suo ruolo istituzionale e oggi è in aula perché costretto dalla nostra richiesta di convocazione del Consiglio. Lei prova fastidio per il confronto. Ha una manifesta incapacità di dialogo nonostante la nostra disponibilità al dialogo. In questi mesi abbiamo invece assistito a ordinanze confuse e scritte male, ritardi nella sanità, e annunci di passaporti sanitari. Serve un metodo di lavoro differente, occorre coinvolgere i sindacati per rilanciare l’economia, far ripartire la scuola, la cultura. occorre stabilire priorità per i settori in maggiore difficoltà. Serve un piano regionale di sviluppo, non una mente dissociata rispetto alle drammatiche vicende che hanno interessato l’intero pianeta».
 

In difesa dell’operato dell’esecutivo si è invece schierato il consigliere Stefano Tunis (Sardegna20Venti): «Come ha fatto il presidente a  fare a meno di tutti questi inestimabili contributi? – ha chiesto ironicamente Tunis – la realtà è che ci siamo trovati ad affrontare la peggiore crisi del dopoguerra e che nessuno è riuscito a descriverla perché cambia continuamente».

Solinas si è difeso così dai vari attacchi:”I numeri raccontano di questi tre mesi un’altra storia: decine e decine di video-conferenze con Regioni, Governo, ministeri, comitati scientifici ed organizzazioni di categoria, 28 ordinanze nessuna delle quali è stata impugnata, un lavoro immane che qualcuno ha provato a dimenticare ma non si può.

In questi mesi, –  ha tenuto a precisare il presidente della Regione,  – si sono prodotti anche risultati. Il Sole 24Ore ha riportato che la Sardegna è la prima Regione per stanziamenti pro-capite a favore di famiglie ed imprese, con risorse proprie, mentre il Ministero della Salute ha rilevato che la Sardegna è la Regione con minore tasso di circolazione virale. Certo, ha riconosciuto Solinas, alcune volte abbiamo ottenuto ciò che chiedevamo ed altre no, ma abbiamo sempre proposto alternative. La decisione di chiudere i porti e gli aeroporti ne è un esempio e lo stesso certificato di negatività non è idea della Regione Sardegna ma una tendenza che si va consolidando a livello internazionale: il 1° luglio con destinazione Canarie parte il primo volo nel quale i passeggeri presenteranno questo documento, e così stanno facendo altre democrazie avanzate. La Corea del Sud, che aveva fatto scelte diverse, è di nuovo in lockdown e arriverà alla stessa conclusione. In Sardegna il meccanismo ha funzionato e funziona nei voli privati, pur sapendo che non si tratta di un certificato di immunità ma di un filtro.

Restando ai fatti, ha aggiunto Solinas, i fatti dicono anche che Regioni con analoga popolazione alla nostra hanno avuto più vittime e quindi, nel complesso, la gestione di questa fase ci consegna una Regione che non è stata immobile e si è messa nelle condizioni di programmare bene la sua ripartenza. Naturalmente la crisi va governata con strumenti nuovi ed abbiamo già iniziato a farlo: il 17 giugno conosceremo l’esito della gara per l’accordo con banche in materia di sostegno alle imprese, comprese quelle non bancabili fino al più alto grado di rischio, con tassi di interesse a zero e con tre anni di tempo per iniziare a restituire il prestito.

Poi cè la nuova legge-quadro sul lavoro che prevede una spesa di 120 milioni e porterà il volume complessivo dell’intervento della Regione a circa 500milioni, il massimo fatto da una Regione italiana, come ha riconosciuto anche il Banco di Sardegna. Su questo provvedimento, ha assicurato Solinas, il confronto potrà accogliere anche molte proposte dell’opposizione, come quelle sulla scuola, anche se proprio in materia di scuola finora si è sentito un po’ di tutto; credo che noi, piuttosto, dobbiamo tornare su tante chiusure fatte in passato.

Affrontando il tema del turismo, il presidente della Regione ha invitato tutti a non dare una immagine negativa della Sardegna all’esterno, perché in realtà le cancellazioni sono dovute alla chiusura dei mercati internazionali di settore in primo luogo, ed alla situazione di tanti Paesi ancora in lockdown. La Spagna aprirà il primo luglio e la Russia ancora più tardi, il fattore che inciderà maggiormente sarà quello della paura come ci dimostrano le immagini di fosse comuni in molti Paesi, e quanto ai 2.5 milioni di presenze previste in Sardegna per questa stagione, non è un numero a caso, ma il risultato di un modello matematico al quale hanno lavorato Federalberghi e le Società di gestione degli aeroporti sardi.

In questa fase, ha detto ancora il presidente della Regione, serve un tasso di responsabilità in più, perché è giusto criticare e proporre alternative, ma non creare pregiudizio alla Regione.

Sulla continuità territoriale, ha annunciato passando al tema dei trasporti, i voli stanno riprendendo e proprio oggi ho scritto al ministro per il rispetto di tutte le frequenze previste in una fase in cui è previsto comunque l’arrivo di altre compagnie, in una fase mondiale che sta concentrando la ripartenza nell’ultima parte di giugno. Per quanto riguarda AirItaly, non possono che confermare che, a mio giudizio, siamo in presenza di una grande crisi industriale nazionale e non un fatto locale della Sardegna, altrimenti, siccome la maggior parte dei lavoratori di Alitalia è concentrata nel Lazio, dovremmo scaricare i costi di quella crisi su quella Regione. Io penso che se il Governo decide di mettere 3 miliardi su Alitalia deve intervenire anche su AirItaly che ha la stessa dignità, ma non immagino società controllate con conto a carico della Regione: c’è un tavolo di crisi e vedremo dove si arriverà e solo se quel tavolo non arriveranno risposte terremmo pronte le nostre alternative, per portare soluzioni a casa.

Ultimo tema toccato nell’intervento del presidente della Regione, quello della registrazione richiesta ai turisti. Serve, ha spiegato Solinas, per tenere sotto controllo arrivi ed individuare le aree nelle quali si concentrano i maggiori flussi, per potenziare le strutture sanitarie dove c’è più bisogno di fronteggiare picchi di popolazione nella stagione estiva: la scheda sanitaria, facoltativa, è poi utile sia per una indagine epidemiologica che per tracciare eventualmente la “catena” dei contagi, questo non significa cambiare idea ma lavorare con responsabilità.


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