Antonello, lavoratore all’aeroporto di Elmas: “700 euro in meno di stipendio, devo risparmiare anche sui vestiti”

Antonello Sanna, da 37 anni, lavora nello scalo principale della Sardegna. Per colpa del Covid voli quasi azzerati: “Ora faccio solo 7 giorni al mese, è un danno anche a livello psicologico. Una semplice uscita o una pizza? Ci devo rinunciare: la Regione deve subito darci i ristori”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Da trentasette anni accompagna i disabili e i malati sino alle scalette degli aerei in partenza, Antonello Sanna, lavoratore dell’aeroporto di Elmas. Un ruolo importante, una mano d’aiuto sempre sicura per chi deve viaggiare e ha difficoltà motorie. Da ormai un anno, però, per colpa del Covid, i voli sono quasi azzerati. E anche la busta paga di Sanna, contemporaneamente, si è drasticamente alleggerita: “Gli spostamenti tra le regioni sono militati, prima lavoravo ventidue giorni al mese, ora al massimo dieci. In busta paga ho settecento euro in meno”, racconta. “Cerco di arrangiarmi, sopravvivo, faccio una vita ristretta. Sono sposato, ho una figlia e la situazione può solo migliorare. Gli aeroporti sono la porta di ingresso e la locomotiva che fa muovere il turismo, come i porti”. Già, il turismo, ancora al palo.
“Per me è anche un crollo psicologico, non solo economico. Sto facendo molte rinunce: un’uscita, una pizza, l’abbigliamento. Ho dovuto tagliare tutte le cose superflue, la situazione è drammatica. La Regione deve provvedere subito con i ristori, prima che inizi la stagione estiva 2021”.