Altissima tensione nel centro migranti di Monastir, dopo le aggressioni e la rivolta di qualche giorno fa. Hanno paura gli ospiti del centro, hanno paura i residenti, hanno paura gli agenti, sempre troppo pochi rispetto a una situazione che si rivela di giorno in giorno sempre più difficile da gestire. La paura torna dunque a crescere intorno a una struttura da tempo al centro delle proteste per il sovraffollamento e per le tensioni tra gli ospiti, i residenti e le comunità dei comuni vicini.
La rivolta era esplosa dopo il grave ferimento di un ospite del centro, aggredito da un gruppo di persone a Sestu. Alla notizia dell’aggressione, all’interno del centro si sono verificati disordini, con danneggiamenti alla struttura e momenti di forte tensione anche con le forze dell’ordine.
La rivolta era esplosa dopo il grave ferimento di un ospite del centro, aggredito da un gruppo di persone a Sestu. Alla notizia dell’aggressione, all’interno del centro si sono verificati disordini, con danneggiamenti alla struttura e momenti di forte tensione anche con le forze dell’ordine.
Sindacati degli agenti, comune e residenti lanciano l’ennesimo appello e tornano a chiedere un presidio mobile delle forze dell’ordine in grado di intervenire rapidamente nei centri dell’area. “Non possiamo essere lasciati soli ad affrontare una situazione che rischia di degenerare ulteriormente”, afferma Anip, chiedendo controlli più capillari e una presenza costante sul territorio.











