Piazzali pieni di pneumatici fuori uso, ritiri insufficienti e rischio concreto di sanzioni amministrative e penali: monta anche in Sardegna la protesta di gommisti e autoriparatori alle prese con l’emergenza. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Sardegna, che ha scritto al ministero dell’Ambiente Pichetto Fratin per denunciare una situazione definita “ormai esplosiva”.
“Le imprese sono sommerse di gomme da smaltire, pur pagando regolarmente il contributo ambientale sugli pneumatici nuovi”, afferma il presidente regionale Giacomo Meloni, sottolineando come i ritiri avvengano con una frequenza non adeguata ai volumi accumulati. Una criticità che espone gli operatori al rischio di pesanti sanzioni e che rappresenta anche una minaccia ambientale e sanitaria.
Nella lettera inviata al Ministero, Confartigianato chiede l’attivazione urgente di un extra target di raccolta e interventi strutturali per rendere più efficiente e trasparente l’intero sistema. Tra le proposte, il rafforzamento del Registro nazionale produttori e importatori di pneumatici, una gestione centralizzata delle richieste di ritiro e controlli più stringenti sui flussi, in particolare sulle vendite online e sull’abusivismo.
Il problema, evidenzia l’associazione, nasce a monte: ogni anno tra 30 e 40mila tonnellate di pneumatici entrano illegalmente nel mercato italiano, con un danno economico stimato in oltre 100 milioni di euro e gravi ricadute ambientali. “Con l’imminente cambio gomme stagionale – conclude Meloni – il sistema rischia il collasso. Servono certezze immediate per chi opera nella legalità”.
“Le imprese sono sommerse di gomme da smaltire, pur pagando regolarmente il contributo ambientale sugli pneumatici nuovi”, afferma il presidente regionale Giacomo Meloni, sottolineando come i ritiri avvengano con una frequenza non adeguata ai volumi accumulati. Una criticità che espone gli operatori al rischio di pesanti sanzioni e che rappresenta anche una minaccia ambientale e sanitaria.
Nella lettera inviata al Ministero, Confartigianato chiede l’attivazione urgente di un extra target di raccolta e interventi strutturali per rendere più efficiente e trasparente l’intero sistema. Tra le proposte, il rafforzamento del Registro nazionale produttori e importatori di pneumatici, una gestione centralizzata delle richieste di ritiro e controlli più stringenti sui flussi, in particolare sulle vendite online e sull’abusivismo.
Il problema, evidenzia l’associazione, nasce a monte: ogni anno tra 30 e 40mila tonnellate di pneumatici entrano illegalmente nel mercato italiano, con un danno economico stimato in oltre 100 milioni di euro e gravi ricadute ambientali. “Con l’imminente cambio gomme stagionale – conclude Meloni – il sistema rischia il collasso. Servono certezze immediate per chi opera nella legalità”.













