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A Quartu gli studenti lanciano centinaia di palloncini: “No alla pena di morte”

di Paolo Rapeanu
30 Novembre 2022
in hinterland

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A Quartu gli studenti lanciano centinaia di palloncini: “No alla pena di morte”
L’impegno civico dei ragazzi delle scuole medie e della comunità cittadina contro la pena di morte è stato espresso stamattina con una serie di eventi organizzati in occasione della ‘Giornata Mondiale delle Città per la Vita, Città contro la Pena di Morte’, anche a seguito dell’adesione di Quartu alla Rete delle Città per la Vita promossa dalla comunità di Sant’Egidio. La manifestazione ha avuto il suo epicentro nell’Ex Convento dei Cappuccini, propagandosi da lì nelle scuole e nelle chiese, per arrivare a tutta la cittadinanza. Una delegazione di ragazzi ha infatti portato il proprio contributo all’incontro tenutosi stamane nella Sala Affreschi dello storico edificio del centro città, alla presenza dell’Assessora alla Pubblica Istruzione Cinzia Carta, dell’Assessora ai Territori Extraurbani Tiziana Cogoni, della Presidente del Consiglio comunale Rita Murgioni, dell’intera della Commissione Pubblica e Istruzione e Cultura, guidate dalla Presidente Ketty Giua e dalla Vicepresidente Laura Perra. All’evento ha inoltre partecipato l’avvocato penalista Aldo Luchi, esperto della tutela dei diritti umani e fondatore della Cellula di Cagliari dell’Associazione Luca Coscioni. Il 30 novembre è stato scelto come giorno simbolo della Giornata  in ricordo della prima volta in cui uno Stato, il Granducato di Toscana, nel 1786, decise di non uccidere né torturare più nessuno in nome della legge e della giustizia. Una ricorrenza utile a tenere alta l’attenzione sui diritti umani e sul valore della vita. Per questo l’Amministrazione di Quartu ha deciso di aderire alla Rete delle ‘Città per la vita, città contro la pena di morte’ promossa dalla comunità di Sant’Egidio, impegnandosi perché siano assicurati spazi di adeguata informazione e sensibilizzazione sul tema. Come spiega l’Assessora alla Pubblica Istruzione Cinzia Carta: “Quella di oggi è una giornata di sensibilizzazione che abbiamo voluto condividere insieme alle scuole secondarie di I grado della città, e quindi tanti ragazzi delle scuole medie che stanno mostrando interesse e anche grande senso di civiltà. Hanno lavorato in classe con i rispettivi docenti, che noi ringraziamo perché ci hanno dato tanta disponibilità. Questo incontro ci permetterà di condividere riflessioni e pensieri su un tema importante e delicato, perché ci sono tanti troppi Paesi al mondo che ancora oggi utilizzano questa pratica crudele e disumana. Condividere la mattinata con questi ragazzi, in un contesto diverso da quello scolastico, rappresenta un’esperienza che riteniamo possa rimanere impressa nella loro mente”.
L’Assessora ai Territori Extraurbani Tiziana Cogoni ha fatto i complimenti ai ragazzi “per quanto si sono mostrati interessati agli interventi dei relatori e per la competenza nell’esprimere i loro punti di vista in pubblico. Abbiamo avuto modo di parlarne tutti insieme, dando un valore a questa ricorrenza. Auspico che una giornata come questa possa esservi d’aiuto nel vostro percorso di crescita e spero anche che ci siano tanti altri incontri di questo livello”. L’avvocato Luchi ha voluto portare l’esempio dei 4 giovanissimi ragazzi siciliani arrestati per l’omicidio di due carabinieri nella cittadina di Alcamo: “Vennero arrestati, praticamente costretti a confessare e condannati all’ergastolo, ma poi ritenuti innocenti, ben 36 anni dopo l’arresto. Se ci fosse stata la pena di morte sarebbero tutti morti, e nessuno avrebbe scoperto che non erano colpevoli. La pena di morte è efferata per questo e perché ad amministrarla è lo Stato. Lo Stato non può scendere allo stesso livello di un criminale. Ecco perché bisogna arrivare ad eliminare questa vera e propria barbarie che è la pena di morte”. Per motivi di salute la Presidente del Consiglio Rita Murgioni non ha potuto prendere parte all’evento, ma ha voluto comunque condividere un messaggio per i ragazzi: “Desideriamo unire la voce della Città di Quartu al coro delle tantissime città del mondo che in questo giorno dicono no alla pena di morte. Voglio rivolgere un plauso particolare alla comunità di Sant’Egidio per averci proposto l’adesione, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale, e per l’impegno civile che in questi anni ha profuso in questa campagna di livello mondiale. Una società evoluta e globalizzata come la nostra ha il dovere di fare di tutto per far cessare la pena di morte in tutti i Paesi dove è ancora in essere. Solo se ci batteremo per questo potremo considerarci una società civile”. Fortemente convinta della necessità di far sentire la voce quartese anche la Presidente della Commissione Pubblica Istruzione Ketty Giua: “Vogliamo avviare un ‘contagio’ di sensibilità, affinché vengano tutelati i diritti umani basilari e la vita di ogni persona, senza rinunciare alla giustizia. Lo stesso Papa Francesco ha invitato tutti, non solo i cristiani, a ingegnarsi per diffondere una cultura contraria alla guerra e alla pena di morte, definita una misura disumana che umilia la dignità personale e viola il diritto alla vita. Si tratta infatti di una punizione crudele e inumana che non ha mai dimostrato il suo valore deterrente e non dà necessariamente conforto ai familiari della vittima; inoltre potrebbe anche essere un errore giudiziario. Per questo è importante farsi sentire ed è ancora più significativo lo facciano i giovani”. Sulla stessa linea d’onda la Vicepresidente Laura Perra: “La pena di morte ancora oggi è praticata in ben 58 Stati, nella maggior parte dei casi si tratta di Stati retti da regimi dittatoriali, ma purtroppo è presente anche in Paesi democratici. Ma a prescindere dai luoghi dove è ancora applicata, oggi interessa rilevare quali funzioni si possa ancora attribuire all’uccisione di un individuo in seguito a una condanna. Un qualsivoglia tribunale del mondo oggi non dovrebbe perseguire finalità di vendetta ma piuttosto di giusta pena. È un atto di violenza dello Stato contro un cittadino, mentre invece qualsiasi pena deve avere fine rieducativo, dando al reo la possibilità di redimersi”. Sono poi intervenuti diversi ragazzi, in rappresentanza dei vari istituti scolastici coinvolti. Presenti studenti delle classi di via Turati, via Tiziano, via Bach e via Is Pardinas, che hanno espresso il loro parere, le loro riflessioni, citando intellettuali del passato, da Dante Alighieri a Cesare Beccaria, sottolineando l’importanza di dare ai colpevoli la possibilità di pentirsi degli errori commessi e voltare pagina, invitando ulteriormente alla riflessione con una serie di domande retoriche sulla tematica. La mattinata si è conclusa nel chiostro dell’Ex Convento, con il lancio di tanti palloncini biodegradabili colorati, avvenuto in contemporanea anche nei vari plessi scolastici, e con il suono delle campane di tutte le chiese cittadine. Una convinta presa di posizione da parte delle giovani generazioni quartesi, un coro unanime per dire no alla pena di morte.
Tags: palloncinipena di mortequartu
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