A Elmas inizia l’era del green pass: “Giusto, così ci proteggiamo dai non vaccinati”

All’aeroporto via ai controlli per chi parte, senza certificazione verde si resta a terra. E i passeggeri approvano. Luigi Lai, 80 anni: “Parto a Parigi, ho il green pass e sono venuto qui sei ore prima per stare comodo”. Alfredo Agostinucci, 75 anni: “Tre controlli, al check in, ai bagagli e all’ingresso: dobbiamo vaccinarci tutti, ne va della nostra salute”

Calca, proteste e polemiche? Nell’aeroporto di Elmas, almeno nella prima mattinata del green pass obbligatorio, le partenze e gli arrivi sono filati lisci come l’olio. O quasi. I disagi, dovuti ad una mera coincidenza, si sono vissuti per chi, atterrato nell’Isola, doveva raggiungere Cagliari o altre città col treno. Ko 3 emettitrici di ticketsu quattro, col risultato di lunghe code e treni persi. Quelle che non ci sono state, invece, per chi ha dovuto lasciare l’Isola o tornarci. Le certificazioni verdi (vaccino, almeno la prima dose, o tampone negativo) sono state controllate dopo il check in, chi è arrivato sin lì con valigie e bagagli sapeva benissimo che, senza, avrebbe dovuto fare marcia indietro. Una decina i voli decollati sin dall’alba, prevalentemente per destinazioni nazionali. E gli uomini della Polaria, la polizia dell’aeroporto, non hanno dovuto fare nessun “straordinario”.
“Sto partendo per Parigi, ritornerò in Sardegna tra qualche mese”, spiega Luigi Lai, ottant’anni, di Perdasdefogu. Accanto a lui c’è la moglie: “Siamo entrambi vaccinati, abbiamo il green pass e devono ancora chiedercelo. Il volo parte alle 16:30, siamo arrivati dalle dieci perchè vogliamo stare comodi, abbiamo comunque una corsia preferenziale. Siamo partiti altre volte in aereo da quando è iniziata la pandemia”. Alfredo Agostinucci, di Tortolì, ha dovuto passare ben tre controlli per poter rientrare in regione: “Green pass chiesto a Fiumicino al check in, al controllo dei bagagli e all’ingresso. Qui a Elmas non me l’hanno chiesto. Avevo il posto prenotato”, racconta, “non ho notato lamentele dagli altri passeggeri, il volo è stato tranquillo. Il green pass è giusto, per me, chi è vaccinato non va bene. Dobbiamo vaccinarci tutti quanti per la nostra salute”. E, se la “prima” è andata bene, bisognerà comunque attendere i prossimi giorni e il weekend, il primo di settembre, quando il flusso di passeggeri è destinato ad aumentare, per comprendere davvero se la mossa del green pass obbligatorio negli aeroporti non abbia “controindicazioni”.


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