Emergono dettagli importanti circa il volo Ryanair dello scorso ottobre partito dall’aeroporto Galilei di Pisa a Prestwick, in Scozia.
Il veivolo atterrò a Manchester dopo diversi tentativi falliti sullo scalo di destinazione con un’autonomia di volo residua di 6 minuti. Ora, un report britannico citato dal Corriere della sera, porta quei minuti a 9: dettaglio che cambia poco circa la particolare situazione che si era venuta a creare. Secondo il report, erano circa 363 i chili di carburante rimasti sul Boeing 737 della compagnia, considerati sotto quelli previsti dalla normativa. A incidere sarebbe stato un susseguirsi di eventi imprevisti con tre tentativi di atterraggio e 3 allarmi di “wind shear”, quindi raffiche di vento che non potevano permettere una discesa sicura.
Gli imprevisti hanno comportato un consumo di carburante in più, che era salito fino a 3.600 chili l’ora per motore, ovvero 120 chili al minuto complessivi.
“Sapevamo già della tempesta, se ne parlava da giorni: venti fortissimi, anche fino a 150 chilometri orari”, aveva raccontato uno dei passeggeri a La Nazione. “Avevamo persone che ci chiamavano preoccupate, in Scozia c’erano già stati forti disagi. Ci aspettavamo che il volo venisse cancellato, invece ci hanno solo comunicato un ritardo per problemi tecnici. Quando siamo iniziati a scendere per l’atterraggio a Glasgow l’aereo è arrivato sulla pista ma non è riuscito a toccare terra. C’è stata una fortissima turbolenza, e il pilota ha spiegato che si trattava di wind shear, uno strato di vento che ti impedisce di atterrare. Così siamo stati dirottati su Manchester. Dopo qualche minuto, però, il pilota ha deciso di riprovare. È successo di nuovo: stessa scena, stessa paura. L’aereo non ce l’ha fatta e si è rialzato con grande fatica, le turbolenze erano fortissime e a quel punto è iniziato il panico vero. Hanno tentato ancora su Edimburgo. Anche lì, stessa cosa: atterraggio fallito”.
Quindi il volo si concluse con l’atterraggio a Manchester senza alcuna conseguenza e un mayday fuel lanciato dal pilota dopo che la prima richiesta di dirottamento era stata rifiutata ma senza una spiegazione. Quindi secondo Aaib, l’ente investigativo britannico per gli incidenti aerei, l’episodio è considerato come “incidente grave”.












