I protagonisti dell’ultimo atto del programma di ripopolamento del grifone nel sud Sardegna sono entrati in scena alle 12.48 di giovedì 1° ottobre. Quasi un’ora prima, alle 12 esatte, gli operai di Forestas in forza al cantiere boschivo di Monte Genis, territorio comunale di Villasalto, avevano aperto la voliera di ambientamento realizzata grazie a LIFE Safe for Vultures. Il progetto si sta per concludere, dopo 6 anni dedicati a estendere a tutta l’isola i risultati già ottenuti nel Nord Ovest Sardegna in tema di conservazione dei grifoni, riportandoli dove erano spariti da decenni e mitigando i rischi che possono limitarne la crescita e causare mortalità: carenza alimentare, avvelenamento, elettrocuzione e collisione con le infrastrutture energetiche.
Dopo quasi un’ora di attesa, dunque, hanno spiccato il volo in ordine sparso i 16 grifoni del quarto e ultimo contingente arruolato per riportare la specie da queste parti. Una missione affidatagli dai partner del progetto – Università di Sassari, Agenzia Forestas, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, E-Distribuzione, Vulture Conservation Foundation – insieme a istituzioni, enti, associazioni e volontari che, a tre mesi dalla fine delle attività iniziate nel 2021, possono dirsi soddisfatti dei risultati: dalla Regione Sardegna ai servizi veterinari delle Asl, dal Comune di Villasalto a un’infinità di amministrazioni locali, Unioni dei Comuni e Gal, dai parchi e dalle aree marine protette della Sardegna ai centri di educazione ambientale, dagli allevatori ai cacciatori, dalle associazioni animaliste e ambientaliste, a iniziare da Lipu, Wwf e L’altra Bosa, ai fotografi di Afni Sardegna, dal Festival del turismo itinerante e delle attività outdoor all’esercito di volontari che hanno reso possibile il censimento e il monitoraggio e hanno favorito la popolarità del progetto.
Dei 16 grifoni rilasciati, 13 erano arrivati alla fine dello scorso anno dalla Spagna. Uno era stato donato al progetto da uno zoo della Repubblica Ceca, e uno dal Parco Zoo di Falconara: era nato lo scorso anno in cattività da una coppia appartenente alla colonia composta da 4 individui – un maschio e tre femmine – non più in grado di volare. La struttura marchigiana ha scelto la Sardegna, unendosi alla grande famiglia di LIFE Safe for Vultures, per l’introduzione in natura di Sky. Il sedicesimo è Dolianova: arrivato anche lui dalla Spagna, era stato liberato con il terzo contingente, poi recuperato in condizioni di difficoltà e curato dai veterinari di Forestas nel Centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai, a Sassari. I componenti di questo quarto e ultimo contingente, 6 femmine e 10 maschi, sono nati tutti tra la fine del 2024 e il 2025.
Ieri hanno assistito all’involo anche gli esperti ai quali Cinea – l’Agenzia della Commissione Europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente – ha affidato il monitoraggio conclusivo di LIFE Safe for Vultures. La loro visita di due giorni è servita per verificare che il progetto, ormai alle battute finali, ha centrato gli obiettivi prefissati in tema di conservazione, rispettando la tabella di marcia sia rispetto alla spendita dei finanziamenti comunitari, sia rispetto alla realizzazione delle azioni previste, creando le condizioni necessarie per iniziare a pensare alla reintroduzione in Sardegna delle altre specie di avvoltoi estinte da decenni: il gipeto e l’avvoltoio monaco.
Importante è stato anche chi ha preparato il terreno. «Col nucleo cinofilo antiveleno, costituito da personale altamente formato, abbiamo svolto un ruolo cruciale nelle campagne», ha detto Marco Corda del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. «Abbiamo condotto attività di ispezione, di ricerca di veleni e di controlli delle linee elettriche nelle zone in cui si sono verificati fenomeni di elettrocuzione – ha concluso – facendo sensibilizzazione e prevenzione, ma anche repressione degli illeciti e polizia giudiziaria».
La scorsa settimana i grifoni erano stati preparati al rilascio. Accertato lo stato di salute, gli animali sono stati dotati di un anello con codice alfanumerico per consentirne, insieme alle marcature alari effettuate con la decolorazione delle penne, l’identificazione individuale. Le combinazioni adottate permetteranno di riconoscere gli animali provenienti dalla colonia sarda da quelli di origine spagnola, e di distinguere gli animali liberati a Villasalto da quelli liberati nel Bosano nei precedenti programmi di restocking. I grifoni sono stati poi dotati di trasmettitori satellitari dotati di accelerometro, un dispositivo che consentirà di studiarne movimenti e comportamenti, indicando quando un grifone sta volando, sta mangiando o si è posato.










