Cambiano gli assessori e volano stracci nel cerchio magico di Alessandra Todde: quello che da tempo era nell’aria è finito nero su bianco ieri sera con la firma del decreto di nomina ad assessore del Personale e degli Affari generali di Sebastian Cocco, nuorese, fedelissimo di Todde, al posto di Mariaelena Motzo. Un altro scossone scuote la giunta regionale sarda e alimenta tensioni politiche che ormai da settimane attraversano il palazzo di viale Trento: dopo le uscite di scena di Gianfranco Satta dall’Agricoltura e di Armando Bartolazzi dalla Sanità, si chiude la porta dell’esecutivo guidato dalla presidente 5 stelle Todde anche per la Motzo. Che non le manda a dire.
“In questa storia non hanno prevalso gli interessi della Sardegna – attacca in un’intervista all’Unione Sarda – ma quelli di una persona che fin dall’inizio ambiva a sedersi su quella poltrona”. Un riferimento evidente al suo successore, Sebastian Cocco, ora chiamato a raccogliere il testimone.
Nuorese di Nuoro come la presidente, di cui è considerato un potente consigliere, attuale capogruppo di Uniti per Todde, il gruppo all’interno del quale è stato messo a punto il siluramento della Motzo, che porta la quota donne in giunta tanto cara alla Todde da cinque a quattro. Lui non si scompone e parla di un cambio necessario per dare impulso alle riforme e in particolare a tutto quello che serve a sostenere la sfida dell’Einstein Telescope.
Motzo rivendica il lavoro svolto durante il mandato e sottolinea che, nonostante l’epilogo, i rapporti con la presidente Todde restano corretti. “Ha riconosciuto l’impegno che ho messo in questi due anni – spiega –. Ho lavorato mettendo a disposizione competenze e dedizione, cercando di ottenere risultati concreti, come dimostrano le delibere approvate”.
Il messaggio, tra le righe, è chiaro: la partita non riguarda solo le competenze tecniche ma anche gli equilibri politici interni alla coalizione. E mentre l’opposizione osserva con attenzione gli sviluppi, la maggioranza prova a ricompattarsi dopo l’ennesimo cambio di casella in Giunta. Un rimpasto a step, insomma: è il terzo cambio nella squadra di governo e segna un passaggio tutt’altro che indolore perché consumato proprio nel cerchio magico della presidente.











