“Ieri notte ho assistito a una scena che non dimenticherò mai.
Sulla SP91, davanti all’ingresso della Residenza del Sole a Capoterra, dove il limite è di 50 km/h ma troppo spesso viene ignorato, un cane è stato investito da un’auto che, per come l’ho vista arrivare, sembrava procedere a una velocità molto elevata” spiega S.M. nel gruppo socia Info Caputerra.
“Prima dell’impatto ho provato a segnalare il pericolo imminente, ma l’auto non ha rallentato. L’impatto è stato così violento che il cane è stato sbalzato per alcuni metri, finendo dietro la mia macchina nella corsia opposta.
Quando sono scesa, il cane era immobile e in una situazione drammatica. Il proprietario, lo cercava al buio con una torcia, disperato.
Chi era alla guida non si è fermato. È andato via, lasciando quella creatura in mezzo la strada e una persona sola ad affrontare un momento terribile.
Io mi sono fermata per aiutare. Con me c’era anche mia figlia di 6 anni, che ha assistito a tutta la scena e che è scoppiata a piangere disperata davanti a quello che stava succedendo.
Qualcuno potrebbe pensare: “È solo un cane”. Ma dietro un animale c’è molto di più: c’è un compagno di vita, un membro della famiglia, anni di affetto, abitudini e ricordi. Per chi lo ama non è “solo un cane”.
Non scrivo questo post per creare polemiche, ma perché quello che è successo è qualcosa che non dovrebbe mai accadere. Una strada con un limite di 50 km/h non è una pista. Davanti a un pericolo bisogna rallentare, e dopo un incidente bisogna fermarsi e assumersi le proprie responsabilità.
Dietro ogni incidente ci sono esseri viventi e persone che soffrono. Servono più attenzione, più responsabilità e soprattutto più umanità”.
Le reazioni dei residenti non sono mancate e confermano la strada scambiata troppo spesso come pista di Formula 1: “Come ha investito un cane potrebbe farlo con una persona”, “troppo spesso si scambiano le strade per piste da corsa e chi ci rimette sono sempre i più innocenti e non parlo solo di cani e gatti ma, per quanto mi riguarda, anche vedere un riccio o una cornacchia spalmata sull’asfalto mi spezza il cuore. Andiamo piano e direi di più anche dove i limiti sembrerebbero bassi.
Ricordiamoci che un impatto a 50 km orari non è una carezza ma uccide. Usiamo testa e cuore” si legge tra i tanti commenti.












