Variante inglese nell’Isola, “Covid imprevedibile: vaccinazioni rapide per evitare repliche del virus”

L’Isola non è stata immune dalla variante inglese, ora che fare? L’epidemiologo Sotgiu a Radio Casteddu: “Viviamo in un mondo globalizzato: dobbiamo vaccinare rapidamente, soprattutto gli ultra 65enni e i malati cronici”

La variante è arrivata: a questo punto, quali sono i rischi? Ai microfoni di Radio CASTEDDU, l’epidemiologo Giovanni Sotgiu. “Fa paura perché significa un numero più elevato di soggetti positivi che si associa proporzionalmente all’aumento dei soggetti che finiscono in ospedale e di quelli che vanno incontro al decesso.
Tutto questo preoccupa tanto e preoccupa la diffusione anche in un contesto regionale isolano come il nostro, dove, magari, qualcuno si sentiva protetto, ma in realtà viviamo in un mondo globalizzato.
Il fenomeno covid è imprevedibile, ricordo che già a fine dicembre  Londra era interessata dalla nuova variante e ciò che sorprendeva maggiormente era la diffusione rapida dell’infezione, dall’area di Kent del Sud Est Inghilterra alle altre arie, Galles, Scozia e Irlanda del Nord, nonostante fossero in essere in Inghilterra delle misure di restrizione e fossero stati fatti interventi per bloccare. In un mese si è diffusa e hanno registrato dei picchi importanti nei contagi, ricoveri e morti.
Un altro dato è rappresentato, in questo momento, da una efficacia degli anticorpi indotta dal vaccino. Purtroppo però in questo senso è importante puntualizzare che ci sono altre varianti, come la Brasiliana e quella Sudafricana, che sembrano invece resistenti al potere di neutralizzante gli anticorpi.
Proprio questo pomeriggio è stato sottolineato come è importante attuare una serie di importanti provvedimenti affinché queste varianti non si diffondano. In questo senso dobbiamo essere preparati a non  abbassare la guardia perché sarebbe disastroso per il futuro. In questo momento dobbiamo vaccinare il più rapidamente possibile per salvaguardare la vita delle persone più a rischio, ossia i soggetti con più di 65 anni di età e che presentano malattie croniche, perché non abbiamo indicazioni sull’efficacia del vaccino sull’infezione, sul concetto di trasmissione”.
“Io posso essere protetto dal vaccino, ma posso sviluppare  l’infezione ed, eventualmente, trasmetterlo ad altre persone, diventare il trasportatore del virus silente.  La soluzione è vaccinare il più fretta possibile, evitare che il virus possa replicare e quindi possano crearsi delle varianti”.
Risentite qui l’intervista a Giovanni Sotgiu del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu
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