“Un solo medico, un solo ambulatorio: l’odissea dei malati al Civile”

Inferno San Giovanni. Un ragazzo cagliaritano di 24 anni racconta la sua incredibile odissea all’ospedale Civile: “Poi ci hanno detto che era al lavoro soltanto un medico. Ore di attesa tra pazienti a rischio infarto e altri reduci da incidenti. Io avevo la varicella, ho atteso 7 ore”

Odissea Civile. Intesa come Ospedale Civile. Una storia emblematica quella raccontata a Casteddu Online da Niccolò Santino Tolu, uno studente cagliaritano di 24 anni. Ecco la storia: “Tutto ha inizio la sera di sabato 11 Luglio 2015 quando su tutto il mio corpo iniziano a comparire delle bolle pruriginose, ma non essendo di grande numero e non essendo il prurito molto intenso io non ci faccio caso e trascorro una normale serata in centro a Cagliari mangiando una pizza e bevendo una birra.

Il giorno successivo, domenica 12 Luglio 2015, le mie condizioni peggiorano, infatti le bolle aumentano considerevolmente e il prurito diventa insopportabile. Di conseguenza, decido di fare visita al pronto soccorso immaginando che non si trattasse di nulla di grave, ma che comunque fosse opportuno fare un controllo e farmi prescrivere qualche medicinale per combattere la patologia che mi avrebbero riscontrato. 
Arrivato verso le ore 20.45 presso l’Ospedale San Giovanni di Dio, mi accorgo che fortunatamente non vi erano molti pazienti in attesa di dover essere visitati e vengo accolto immediatamente dall’infermiere per effettuare l’accettazione. Lui mi comunica subito che il reparto di dermatologia era chiuso e quindi mi avrebbero potuto effettuare le normali analisi ma non si sarebbero potuti esporre nel pronunciare una diagnosi definitiva. Io decido di aspettare perchè ero interessato al parere del medico e mi viene attribuito un codice verde, successivamente vengo fatto accomodare nella sala d’attesa interna. 
Passati circa 45 minuti, chiedo di potermi spostare nella sala d’attesa esterna dove c’era anche mio padre e gli infermieri mi hanno concesso tale trasferimento senza alcun problema. Eravamo 3-4 pazienti, tutti con codice verde o giallo, che aspettavamo di essere chiamati ma intanto il tempo passava senza che nessuno di noi venisse chiamato. Allora, un pò infastiditi dalla situazione, abbiamo chiesto all’infermiere notizie in merito ai tempi e lui ci ha risposto che purtroppo bisognava aspettare in quanto erano tutti impegnati con un codice rosso.
Fortunatamente la situazione si sbloccò e verso mezzanotte iniziarono a chiamarci per le visite, tuttavia dopo poco arrivarono altri due codice rosso, che chiaramente hanno la precedenza su tutti, e la situazione entrò in stand by nuovamente. Al che ci venne il dubbio riguardo a quanti ambulatori fossero operativi e ci informammo tramite l’infermiere. La sua risposta ci lasciò tutti un pò perplessi, all’Ospedale Civile di Cagliari, di domenica notte ed in piena estate era presente un solo medico e questo significava un solo ambulatorio operativo.
Quello che voglio segnalare è che, dal mio punto di vista, non è accettabile che in una domenica notte di piena estate si possa lasciare operativo un solo ambulatorio. Io posso assicurare che nell’arco di tempo in cui sono stato li ad aspettare, circa 7 ore, sono arrivati numerosi pazienti a cui è stato attribuito il codice rosso in quanto reduci da incidenti stradali o in procinto di infarto. E questo era immaginabile in quanto in una così bella giornata di Luglio la gente esce e va al mare per poi tornare la sera tardi.
 
Chiedo a chi è di sua competenza di prendere dei provvedimenti, i miei consigli sono:
  • Aumentare il numero di ambulatori operativi per Ospedale, infatti non è possibile che vi sia un solo medico disponibile la domenica notte in piena estate;
  • Far si che, per dermatologia così come per tutti gli altri reparti, vi sia sempre almeno un Ospedale che tenga attivo tale reparto.
 
Concludo affermando che alle ore 3.00 sono andato via dall’Ospedale Civile in quanto sono arrivati 3 codice rosso tutti assieme legati ad uno stesso incidente stradale. Il giorno dopo, lunedì 13 Luglio 2015, sono andato dal mio medico di famiglia che mi ha diagnosticato la varicella. 
Adesso a freddo posso affermare che forse non c’era bisogno di andare al pronto soccorso, ma volendo avere qualche risposta la domenica sera l’unico posto in cui potevo recarmi era quello. 
 
Credo che con qualche accorgimento la situazione possa notevolmente migliorare e spero che la mia segnalazione non venga completamente ignorata”.


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