Tennisti cagliaritani in lacrime per Gianfranco “Lillo” Palmieri: “È morto il nostro papà, re di smash e volée”

Ha fatto grande il tennis club di Cagliari, Gianfranco “Lillo” Palmieri, morto stroncato da un infarto al Poetto. Il ricordo commosso dell’attuale direttore Roberto Montis, “da Samassi, anche grazie a lui, ho avuto la fortuna di girare il mondo e gareggiare” e di un tennista di lungo corso, Giuseppe Del Prete, “Lillo era uno ottimo organizzatore, con lui il nostro club è stato vivo e frizzante. Ci siamo divertiti tantissimo ad organizzare tornei”


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Da un tennis club quasi anonimo e provinciale a uno dei circoli sportivi più frequentati e famosi di tutta l’Italia. E gran parte del merito è sua, di Gianfranco “Lillo” Palmieri, morto oggi a 79 anni, stroncato da un infarto al Poetto di Cagliari. La stessa città nella quale lui, bolognese doc, ha portato alle luci della ribalta internazionale i campi in erba e in terra rossa di Monte Urpinu. Un maestro, Palmer, Lillo, i nomignoli dei suoi allievi e colleghi sono sempre stati questi due. Perchè lui, Gianfranco Palmieri, è come se ci fosse sempre stato. È arrivato al tennis club agli inizi degli anni Ottanta e l’ha fatto crescere, giorno dopo giorno: i tornei internazionali, le tantissime lezioni a chi, in più di un caso, grazie a lui è diventato un tennista affermato. Una società sportiva “viva e frizzante”, capace di farsi largo in quella realtà sportiva, il tennis, visto ancora da tanti come uno sport minore. Ma che, invece, minore non lo è mai stato. Roberto Montis, 39 anni, da poco più di un mese è il presidente del tennis club, il più giovane di sempre: “Lillo è stato il mio punto di riferimento e una certezza granitica per tutto il tennis sardo. Quando sono arrivato, nel 1994, è lui che mi ha dispensato i migliori consigli e mi è stato vicino anche nella vita lontano dal campo. Dopo il diploma ha premuto perchè la mia priorità fosse lo studio e non le partite, ecco perchè mi sono laureato con 110 e lode in Ingegneria meccanica”, ricorda Montis, che lavora alla Portovesme srl. Quando sono stato nominato presidente è stato tra i primi a chiamarmi per congratularsi, mi disse che era contento per me e la mia famiglia. Da Samassi, se ho avuto l’occasione di girare il mondo e disputare gare, come l’Orange Ball di Miami, lo devo soprattutto a lui. Mancherà a tutti, mando un abbraccio fortissimo ai figli, Viola e Giovanni”.
Chi ha avuto l’onore di conoscere Lillo Palmieri è stato anche Giuseppe Del Prete, tra i soci più datati del tennis club: “Perdiamo un ottimo organizzatore. Vederlo lì, ogni giorno, dava l’idea di un circolo vivo e attivo. Potevo rivolgermi a lui per qualunque necessità, anche al di là di motivi organizzativi e tennistici, quante volte abbiamo parlato dei nostri figli, tra una battuta e una risata. Un maestro con la M maiuscola, re di smash e volée. È grazie a lui se abbiamo avuto tornei prestigiosi, la Coppa Davis. Era il tennis club, punto”, afferma Del Prete, “sempre in prima fila per la crescita del club. Abbiamo perso il nostro papà. Mi mancava già tantissimo da qualche mese, non mi era capitato più di vederlo nei campi di Monte Urpinu. L’ultima volta era stato all’inizio dell’anno, allo stadio, ad una partita del Cagliari. Sapere che è morto mi sconvolge e mi rattrista tantissimo”.