Tavolini, caffè e cappuccini e auto nel Corso in contemporanea: vogliamoci bene

L’opinione di Marcello Roberto Marchi: “Bisogna contemperare le esigenze, ciascuno dovrebbe fare la propria parte. Invece si fomentano le divisioni, gli uni contro gli altri. E il Comune in mezzo a fare da arbitro e controllore. E l’arbitro dovrebbe poter vigilare, controllare, richiamare all’ordine, sanzionare, qualora ce ne fosse bisogno”

Tavolini, caffè e cappuccini e auto nel Corso in contemporanea: vogliamoci bene. Bisogna contemperare le esigenze, ciascuno dovrebbe fare la propria parte. Invece si fomentano le divisioni, gli uni contro gli altri. E il Comune in mezzo a fare da arbitro e controllore. E l’arbitro dovrebbe poter vigilare, controllare, richiamare all’ordine, sanzionare, qualora ce ne fosse bisogno. Le regole ci sono e abbastanza chiare : fare i furbi, non paga, Nemmeno se qualcuno si prende un metro in più o si lascia andare a qualche abuso, seppure piccolo è sempre un abuso. Prendiamo per esempio la fotografia del Corso pubblicata oggi da Casteddu on line che riprende un tratto del Corso, di fronte a Via G.M.Angioi : vedete, la lavagna segnaprezzi è in mezzo alla strada, in mezzo ai piedi si suol dire in gergo : ebbene, le lavagne devono stare all’interno dello spazio concesso e deve anch’essa essere autorizzata. Così dispone il Servizio Attività Produttive del Comune. Allora, torniamo all’inizio del nostro discorso : le auto tra le 8 e le 10 del mattino nel Corso, come in Via Manno e Via Garibaldi sono una esigenza normale per le famiglie residenti, il caffè, il cappuccino e la pasta possono essere serviti e gustati anche dentro i tanti bar che sono ben attrezzati, accoglienti e simpatici, anzi ti danno ancor di più una sensazione di intimità. Allora che senso ha prendersela con gli Amministratori che hanno fatto una tale scelta, peraltro condivisa da molti degli stessi operatori al momento delle prime analisi e valutazioni negli approcci preliminari al problema.In una comunità civile, bisogna vivere e lasciar vivere. Credo sia questo il messaggio più ….saggio.
Marcello Roberto Marchi


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