Si è svolta la seconda riunione del tavolo tecnico-politico permanente, convocato a Palazzo Bacaredda per definire le misure di contenimento del rumore nelle aree della vita notturna. Fipe Confcommercio Sud Sardegna parla di “svolta attesa da anni” e sollecita l’avvio di una fase sperimentale immediata.
Al centro del dibattito resta il bilanciamento tra diritto al riposo dei residenti e sostenibilità delle attività economiche che operano nel centro storico. Una tensione che, secondo le imprese del settore, negli ultimi anni ha inciso in modo significativo sulla tenuta di locali, occupazione e offerta turistica. Tutti presenti tranne i rappresentanti dei residenti che da anni invocano che le loro esigenze vengano prese in carico dalle istituzioni.
“Il piano di risanamento acustico, mai effettivamente utilizzato dall’amministrazione civica per tentare di arginare i danni che il rumore causa alla collettività, è ritornato prepotentemente alla ribalta” spiega Adolfo Costa.
“Amministratori e attività produttive hanno parlato per un controllo del rumore attraverso alcune procedure. Noi non siamo stati interpellati, convocati per discutere su questo importantissimo tema che riguarda chi vive nel cuore della città”.










