Stadio, scontro sui social tra Farris e Macciotta: “Il canone è eccessivo. Pronta una controproposta”
Il dibattito sul nuovo stadio di Cagliari si accende alla vigilia del confronto in aula previsto per mercoledì. Dopo la risposta dell’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta alle criticità sollevate dal consigliere Giuseppe Farris, quest’ultimo torna a intervenire con un’analisi articolata, ribadendo dubbi e perplessità sull’impianto complessivo dell’operazione.
Nel suo intervento, Farris riconosce alcuni passi avanti della Giunta, ma sostiene che le risposte fornite non risolvano le questioni di fondo. Il confronto si sviluppa su cinque nodi principali.
Diritto di superficie: “Tolto un sintomo, non la malattia”
Macciotta rivendica come risultato la rimozione della possibilità di iscrivere un’ipoteca sul compendio immobiliare, una delle criticità inizialmente evidenziate. Per Farris si tratta però di un intervento parziale: il diritto di superficie resta e, con esso, il rischio che il bene possa essere aggredito dai creditori del concessionario.
In sostanza, secondo il consigliere, la modifica elimina un elemento accessorio ma non incide sul problema strutturale legato alla natura della concessione.
Canone concessorio: “Il problema c’è, ma non si può risolvere”
Sul canone annuo, l’assessore ammette l’inadeguatezza della cifra iniziale (50 mila euro) e annuncia una revisione al rialzo, pur giudicando “manifestamente eccessiva” la proposta avanzata da Farris.
È proprio questa posizione a essere contestata: per il consigliere, la Giunta riconosce il problema ma allo stesso tempo sostiene che un aumento significativo comprometterebbe l’equilibrio economico-finanziario del progetto. Una contraddizione che, secondo Farris, mette in discussione la solidità stessa del PEF.
Competenze: “Il Consiglio decide dopo”
Sul piano istituzionale, Macciotta difende la distinzione tra competenze: il PEF è materia della Giunta, mentre il diritto di superficie spetta al Consiglio.
Farris contesta questa impostazione, osservando che il PEF include proprio il diritto di superficie. Ne deriverebbe, a suo avviso, un ruolo marginale del Consiglio, chiamato a esprimersi solo a valle di decisioni già assunte.
Aiuti di Stato: “Non basta dirlo”
L’assessore esclude la presenza di aiuti di Stato richiamando la giurisprudenza europea: l’opera resterà pubblica, il valore sarà proporzionato e il rischio gestionale ricadrà sul concessionario.
Una ricostruzione che Farris giudica insufficiente. Secondo il consigliere, manca una dimostrazione concreta che l’operazione avvenga effettivamente a condizioni di mercato, soprattutto alla luce dei contributi pubblici – diretti e indiretti – previsti.
Sfirs: “Se è mercato, perché serve la Giunta?”
Infine, il tema del finanziamento da parte della Sfirs. Macciotta parla di operazione a condizioni di mercato, escludendo la natura di contributo pubblico.
Farris solleva però un interrogativo: se si tratta davvero di mercato, perché è necessaria un’autorizzazione della Giunta regionale? Una domanda che, nel suo ragionamento, mette in dubbio la piena neutralità dell’intervento.
Il quadro politico
Nel complesso, il consigliere legge la replica dell’assessore come una conferma implicita delle criticità: alcune vengono corrette, altre ridimensionate, ma nessuna – sostiene – completamente superata.
Di contro, la Giunta ribadisce la volontà di portare avanti il progetto, definendolo strategico per la città e assicurando che ogni passaggio avverrà nel rispetto di un “perimetro di stretta e rigorosa legalità”.
Il confronto approderà ora in Consiglio comunale, dove maggioranza e opposizione saranno chiamate a misurarsi non solo sul merito tecnico del progetto, ma anche sul suo equilibrio politico e istituzionale.












