Il faro dell’Antitrust sulla spesa salasso nei supermercati: l’Autorità ha aperto un’indagine sull’andamento dei prezzi alimentari in Italia, accogliendo le denunce presentate dal Codacons, che da tempo denuncia rincari fuori controllo.
I numeri parlano chiaro. Secondo l’associazione dei consumatori, l’aumento dei prezzi di cibi e bevande, pari a +24,9% rispetto al 2021, si traduce in una spesa extra di 1.404 euro l’anno per una famiglia media. Il conto diventa ancora più pesante per chi ha due figli: quasi 1.915 euro in più ogni dodici mesi, a parità di acquisti.
Prima il caro-energia, poi la guerra in Ucraina: fattori che hanno spinto i listini verso l’alto. Ma, finita l’emergenza, i prezzi non sono tornati indietro. Anzi, hanno continuato a salire. “Nel 2025 fare la spesa costa quasi un quarto in più rispetto al 2021”, denuncia il Codacons, che parla apertamente di una possibile speculazione ai danni dei consumatori.
Da qui la richiesta di un intervento dell’Antitrust per capire cosa stia davvero succedendo lungo la filiera, dalla produzione agli scaffali dei supermercati. Un appello che ora ha trovato risposta. L’indagine dovrà chiarire se dietro il caro-spesa si nascondano anomalie o comportamenti scorretti nella formazione dei prezzi.
Per milioni di famiglie italiane, alle prese ogni giorno con scontrini sempre più salati, è un primo segnale di attenzione. Ma la vera partita si giocherà sulle risposte che arriveranno, se arriveranno.










