Sotgiu: “Il coprifuoco alle 22 o alle 23 in Sardegna? Dal punto di vista epidemiologico non cambia niente”

Il lockdown serale? Per lo scienziato sardo non è fondamentale: “Ma se riapriamo in maniera sconsiderata rischiamo altre ondate perché le varianti molto contagiose”

A Radio CASTEDDU l’epidemiologo Giovanni Sotgiu: “Al di là del numero dei casi bisogna tenere in considerazione la disponibilità dei posti letti di degenza ordinaria e della terapia intensiva qualora si verificasse un aumento importante dei numeri. L’algoritmo che viene utilizzato per la classificazione delle regioni in fasce prende in considerazione tutta una serie di indicatori alla luce dei quali emerge il risultato finale. Sulla base di un elemento non ci possiamo assolutamente basare per definire il discorso della fascia; ieri alcuni organi di stampa hanno dato quasi per certa la nostra permanenza in zona rossa: domani sarà il giorno della conferenza stampa e verrà data un’indicazione sulla nostra situazione”.
Per quanto riguarda l’orario del coprifuoco Sotgiu spiega che “alle 22 o alle 23 non cambia niente”. Aggiunge inoltre che “i paesi che hanno avuto maggior successo a controllare l’epidemia  rispettavano determinate misure: c’era una ristrettezza molto forte da parte del sistema di sanità pubblica e del rispetto delle regole e questo ha fatto sostanzialmente la differenza. La nostra economia non sta andando bene, invece quelli che stanno andando meglio  sono quelli che hanno messo la stretta sul virus: adesso incominciano realmente a riaprire in sicurezza all’interno dei loro confini nazionali una serie di attività che invece noi abbiamo difficoltà ad aprire o, meglio, riapriamo con un rischio che è molto elevato.
In Sardegna abbiamo avuto la zona bianca, abbiamo riaperto e si è verificato un passaggio graduale dall’arancione al rosso. C’è il rischio inoltre delle varianti, quella indiana è molto importante. Nel Regno Unito, nonostante gli alti livelli di vaccinazione, si stanno registrando numeri elevati di casi a causa delle varianti e in Italia ci sono aree molto calde come la Campania, che continua a trovarsi in una situazione di difficoltà.
È logico che bisogna andare verso una riapertura delle attività ma bisogna farlo in sicurezza, gradualmente: se apriamo in maniera sconsiderata, senza controlli ritorniamo costantemente indietro”.
Risentite qui l’intervista a Giovanni Sotgiu del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu https://www.facebook.com/castedduonline/videos/761745241176019/
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