Sì alle auto e stop tavolini nel Corso a Cagliari: “Fermate tutto, dobbiamo riprenderci dalla crisi”

Marmitte in arrivo e niente tavoli fuori dalle 8 alle 10, l’sos dei commercianti del Corso Vittorio: “Il mondo è cambiato dopo il Coronavirus, ogni caffè venduto è importante. Gli incassi della mattina sono fondamentali per i baristi, già in forte difficoltà. Riparliamone tra qualche mese”

I tavolini e le sedie? Vietati anche nel Corso Vittorio pedonale, dall’angolo con piazza Yenne sino a via Caprera, dalle otto alle dieci del mattino. Il motivo? Il ritorno delle automobili, con le operazioni di carico e scarico che, tra pochi giorni, saranno consentite dal Comune. L’ok dell’amministrazione comunale è vicino, e i commercianti esprimono tutta la loro contrarietà attraverso il loro portavoce, Antonello Ghiani (presidente dell’associazione Corso Vittorio, raggruppa 45 titolari di attività produttive presenti nella lunga strada). Il senso del loro sos è il seguente: sì, prima eravamo d’accordo, ma dopo l’arrivo del Coronavirus siamo, ancora e chissà sino a quando, al si salvi chi può: “I baristi ma anche i ristoratori sono penalizzati, gli incassi nell’ultima settimana non sono certo saliti alle stelle. Chiediamo che il Comune fermi il ritorno delle macchine, la situazione è gravissima. Prendiamoci del tempo per far sì che gli affari possano risalire”, afferma Ghiani, nel riconoscere che “sì, prima eravamo d’accordo ma siamo rimasti fermi due mesi e molti hanno corso il rischio di non poter riaprire”.

Quindi, stop alle auto? “Sì, assolutamente. Due ore di lavoro per i baristi possono voler dire molto, gli incassi dalle otto alle dieci sono quelli legati alle colazioni, se si tolgono i tavolini esterni gli incassi saranno limitati. Queste scelte dell’amministrazione comunale sono un fulmine a ciel sereno”.


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