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Settimana corta a scuola a Cagliari, sei ore al giorno e il sabato tutti a casa: “Ma gli studenti pendolari sono contrari”

La settimana corta divide, e lo fa senza mezze misure. La decisione del Liceo Alberti di Cagliari di adottare l'orario su cinque giorni ha acceso un confronto acceso sulla nostra pagina Facebook, dove centinaia di commenti, reazioni e condivisioni raccontano una comunità scolastica profondamente spaccata, Viaggio tra favorevoli e contrari

di Daniela Di Iorio
10 Gennaio 2026
in cagliari, zapertura

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Cagliari, Liceo Alberti addio: dopo 50 anni gli studenti cercano una nuova casa

Settimana corta a scuola: sei ore e il sabato a casa. Favorevoli o contrari?

Il dibattito infiamma i social tra famiglie e studenti sardi

La settimana corta divide, e lo fa senza mezze misure. La decisione del Liceo Alberti di Cagliari di adottare l’orario su cinque giorni ha acceso un confronto acceso sulla nostra pagina Facebook, dove centinaia di commenti, reazioni e condivisioni raccontano una comunità scolastica profondamente spaccata.

Da una parte c’è chi applaude la scelta, dall’altra chi la vive come un disagio difficilmente sostenibile. In mezzo, famiglie che cercano di conciliare studio, trasporti, lavoro e vita quotidiana.

I favorevoli: “All’inizio ero scettica, poi mi sono ricreduta”

Tra le voci a sostegno della settimana corta c’è Alessandra Orrù, mamma di una studentessa:
«Ero assolutamente scettica, ma mia figlia ha insistito per provare. Ora posso dire che mi sbagliavo», racconta. Secondo lei, i due giorni liberi aiutano i ragazzi a gestire meglio lo studio e a recuperare energie, senza peggiorare il rendimento scolastico.

Un punto condiviso anche da Daniele Trigu, che guarda all’esperienza con un respiro più ampio:
«All’estero è la normalità. Due giorni liberi sono indispensabili per recuperare». Una visione che richiama i modelli europei, dove la settimana corta è già una realtà consolidata e non un’eccezione sperimentale.

I contrari: “Sei ore di lezione sono troppe”

Ma non tutti sono convinti. Carla Soru mette l’accento sulla tenuta dell’attenzione in classe:
«Già cinque ore consecutive sono impegnative. Sei diventano eccessive, soprattutto per ragazzi con difficoltà di concentrazione». Un timore condiviso da molti genitori che temono un calo della qualità didattica.

C’è poi chi solleva dubbi sulle modalità con cui è stata presa la decisione. Michela Mascia parla apertamente di un problema organizzativo:
«Nella classe di mia figlia molti genitori non hanno nemmeno potuto votare», scrive, sottolineando una scarsa condivisione delle scelte.

Il nodo pendolari: “Rientri a casa troppo tardi”

Uno dei temi più ricorrenti è quello dei pendolari, soprattutto alle superiori. Giorgia Rubiu lo spiega con un esempio concreto:
«Ora i ragazzi rientrano alle 13.30. Con la settimana corta tornerebbero a casa alle 16, quando va bene». Un cambiamento che incide pesantemente sul tempo da dedicare allo studio, allo sport e alla vita familiare.

Sulla stessa linea Antonella Dessì, che guarda anche alle attività extrascolastiche:
«I ragazzi pendolari che fanno sport o musica finiscono per rientrare a casa in serata», con il rischio di accumulare stanchezza e stress.

“Un incubo già vissuto”

C’è infine chi porta l’esperienza diretta come monito. Immacolata Irma non usa mezzi termini:
«Mia figlia ha fatto la settimana corta alle medie. È stato un incubo». Per lei, la concentrazione delle ore non ha portato benefici, ma solo maggiore affaticamento.

Una comunità divisa, nessuna soluzione unica

Dai commenti emerge un quadro chiaro: non esiste una formula valida per tutti. La settimana corta entusiasma alcune famiglie e ne preoccupa altre, soprattutto quando entrano in gioco trasporti, attenzione in classe e organizzazione quotidiana.

C’è anche chi sottolinea il problema della continuità: famiglie che avevano scelto un istituto proprio per la settimana lunga faticano ad accettare un cambiamento “in corsa”, senza una distinzione chiara tra sezioni, come avviene in altre scuole.

Il dibattito, insomma, è tutt’altro che chiuso.

E voi da che parte state?
La settimana corta è una risorsa o un problema? La discussione resta apertissima.

Tags: scuola
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