Schiena piena di tagli, l’ultima scoperta choc sulla fine di Manuela Murgia: “L’hanno uccisa a Cagliari”

Una serie di ferite che sarebbero incompatibili col volo per decine di metri nel canyon di Tuvixeddu. Venerdì la fiaccolata dei parenti che chiedono la riapertura del caso, classificato come suicidio, della morte della 16enne: “Colpita con un corpo contundente, è stata barbaramente assassinata due volte: dai suoi carnefici e da chi non le ha dato giustizia”


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“Quando decidi di suicidarti, cadi da trenta metri urtando il suolo con la parte anteriore del corpo, faccia a terra, ma non ti arrechi danni frontali. Inspiegabilmente però su tutta la schiena, coperta da giaccone montgomery e maglia perfettamente incastrata all’interno dei pantaloni, ti fai tutti questi tagli, diversamente l’abbigliamento è integro. Manuela presentava in tutta la schiena questi segni. Quello indicato con la freccia è fatto con un corpo contundente. È ora di smettere di nascondere la verità, Manuela non si è mai gettata da quella parete rocciosa. Manuela è stata barbaramente assassinata. Due Volte, dai suoi carnefici, e da chi non le ha dato giustizia. Basta con le speculazioni di chi ha fatto male il proprio dovere”. A scriverlo sono i parenti di Manuela Murgia, la 16enne trovata morta in fondo a un canyon a Tuvixeddu nel febbraio del 1995. Caso chiuso in poco tempo e classificato come “suicidio” dalle forze dell’ordine. Ma la famiglia non ha mai creduto che la ragazzina, che mai aveva messo piede in vita sua dalle parti di via Is Maglias, avesse deciso di farla finita. Non ne aveva motivo, era giovane e serena, sognava di fare la parrucchiera e fantasticava su una vita quanto più possibile tranquilla, prima che sparisse di casa e venisse ritrovata dopo 24 ore tra la polvere e il fango di una “brutta zona”, come veniva descritta all’epoca l’entrata del canyon, meta di sbandati e gente pericolosa, non certo di una sedicenne.
Venerdì prossimo, 26 aprile, i parenti della giovane hanno organizzato una fiaccolata da piazza Garibaldi a piazza Yenne: “Giustizia per Manuela Murgia, il caso deve essere riaperto”. Per chi ha il suo stesso sangue che scorre nelle vene e per gli amici e conoscenti della ragazzina, ancora oggi c’è un assassino non identificato. Che sia ancora vivo o meno è un dettaglio secondario, ciò che è certo è che “Manuela è stata uccisa”.


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